Primo Piano

Migrantes Fano: sabato torna la Festa dei Popoli

6 Giugno 2023 -
Fano - Sabato 10 giugno a Fano, nella Tensostruttura Lido, si svolgerà la terza edizione della Festa dei Popoli, una manifestazione promossa dall’Ufficio Migrantes della Diocesi di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola con la collaborazione della Caritas diocesana, con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Fano (Assessorato alle Pari Opportunità e Assessorato al Welfare di Comunità) e del Consiglio – Assemblea legislativa delle Marche e il contributo di numerose associazioni e comunità etniche del territorio. Il tema della Festa è stato introdotto  giovedì 25 maggio presso il Cinema Masetti a Fano con la proiezione del docufilm “Tam Tam Basket” e con il  dibattito alla presenza del coach Massimo Antonelli (ex giocatore della Nazionale Italiana di basket nel 1975), ideatore del progetto e allenatore della squadra Tam Tam Basket di Castel Volturno (CE), formata da ragazzi figli di immigrati. Sabato mattina si svolgerà un torneo di calcetto, “Memorial Barbara Zenobi”, organizzato dal CSI e dall’associazione “Allarghiamo gli Orizzonti” presso i campi Mivida in  Sassonia di Fano. Nel pomeriggio inizieremo alle ore 16,00  con l’attività “Giochi dal Mondo” rivolta ai bambini e con l’apertura degli stands delle diverse comunità etniche con l’esposizione di tessuti e prodotti e con la proposta di diverse attività, per conoscere usanze e tradizioni provenienti dalle varie culture. Seguirà alle ore 17,30 la premiazione del torneo di calcetto. Successivamente, alle ore 18, dopo i saluti istituzionali, la dott.ssa Francesca Giglio ci presenterà il progetto “Radici in valigia” candidato per la Regione Marche al Progetto “Il turismo delle radici” promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e finanziato dall’Unione Europea. Alle 18.30 entreremo nel vivo del tema che è stato al centro della nostra riflessione in  questo anno “Seconde generazioni: quale futuro senza cittadinanza?”. Approfondiremo la situazione delle seconde generazioni, cioè dei figli degli immigrati nati in Italia, circa 800.000 persone, che non riescono ad ottenere la cittadinanza italiana. Per affrontare  l’argomento avremo con noi Mohamed Kenawi, il regista del docufilm “Tam Tam Basket”e Sonny Olumati, nato a Roma, figlio di genitori nigeriani e  membro del movimento “Italiani senza Cittadinanza”. Concluderà il Vescovo Armando. A seguire sarà possibile gustare le pietanze etniche e concluderemo con lo scambio di danze e canti realizzati dalle Comunità, che coinvolgeranno la partecipazione di tutti. La “Festa dei popoli” vuole contribuire a favorire una cultura dell’incontro attraverso la relazione, la conoscenza e lo scambio culturale, coinvolgendo i cittadini e le comunità etniche/linguistiche del nostro territorio, con particolare attenzione ai bambini e ai giovani, principali attori del fenomeno della integrazione interculturale, dell’accoglienza delle diversità di cui l’altro è portatore. Vuole, inoltre, favorire la presa di coscienza che il fenomeno migratorio costituisce un’opportunità di crescita interpersonale e per l’intera comunità civile e far sperimentare sempre più che la pace è possibile e, insieme, è un obiettivo realizzabile. Maggiori info nella locandina e nell’evento Facebook “Festa dei Popoli 2023 – Fano”. (don Alessandro Messina - Direttore Ufficio Migrantes Diocesano)

Mattarella convoca per il 13 giugno il Consiglio supremo di difesa: tra i temi i flussi migratori

6 Giugno 2023 -
Roma - Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha convocato il Consiglio supremo di difesa, al Palazzo del Quirinale, per le 17 di martedì 13 giugno. Ne dà notizia il Quirinale, spiegando che la riunione “sarà l’occasione per un’informativa aggiornata sulla guerra in Ucraina e sulle altre principali aree di crisi nel mondo; sulle implicazioni della congiuntura internazionale per l’Italia; sulle questioni relative alla gestione dei flussi migratori, nel breve termine e in proiezione futura”.

Salerno: la festa della comunità srilankese

6 Giugno 2023 - Salerno - Il Vesak è conosciuto come il Festival della Luce Buddista, in cui colorate lanterne con cornice in bambù decorano l’interno di ogni casa e le strade. È il principale festival religioso buddista in Sri Lanka, in cui la gente celebra il triplice anniversario di Buddha – la sua nascita, il suo conseguimento dell’Illuminazione e la sua morte nel Nirvana. Quest’anno, la comunità srilankése, di religione buddista, di Salerno ha voluto riprendere la tradizionale festa; fin dalla mattina di domenica 4 Giugno, in tanti hanno provveduto ad addobbare la piazza scelta per il rito religioso e la festa tradizionale. Alle ore 18, in un'atmosfera particolare che rimandava per colori, forme e allestimento, alle strade dello Srilanka, è iniziato il momento di preghiera con la presenza di due monaci buddisti. Al termine del momento religioso è poi seguita la festa della comunità, che ha visto tutti gli srilankesi vivere lo spazio aperto della città per salutarsi, scambiarsi convenevoli, incontrare gli amici italiani, e per i bambini è divenuta occasione per giocare assaporando l’atmosfera del paese di origine delle loro famiglie. All'incontro anche un saluto del direttore dell'Ufficio Migrantes della Campania, Antonio Bonifacio, che ha portato i saluti dell'arcivescovo di Salerno-Campagna-Acerno, mons. Bellandi, e che, in qualità di Direttore dell’Ufficio diocesano Migrantes ha collaborato con la comunità srilankése per la preparazione della festa, divenendo portavoce anche dell’Equipe Migrantes da lui diretto e della Consulta dei Popoli, dallo stesso coordinata. Il clima di festa ha costituito la cornice naturale di un momento gioioso che tutti i membri della comunità dello Srilanka, sia buddisti sia di fede cristiano cattolica, hanno costruito insieme, in armonia, dando libera espressione a quella creatività che ha permesso loro di realizzare a mano spettacolari ed affascinati lanterne. (Ufficio Migrantes Salerno-Campagna-Acerno)

S-cambiamo il mondo: l’altro e i diritti attraverso il cinema a Roma

6 Giugno 2023 - Roma - Unendo la forza dell’immagine all’emozione di una storia, prestandoci lo sguardo di un personaggio e amplificando l’empatia con la musica, il cinema è un modo perfetto per conoscere l’altro, anche se l’altro è straniero, se proviene da luoghi lontani, se ha esperienze e saperi diversi. Il cinema è un modo perfetto anche per dare corpo all’idea astratta di diritto umano, perché fa vedere quanto è essenziale garantirlo, e le conseguenze di quando è calpestato, che ciò avvenga dall’altra parte del mondo o nelle nostre stesse città. Se ne accorgerà chi passerà da Villa Borghese a Roma il prossimo fine settimana, entrerà nella Casa del Cinema rinnovata, che inaugura in questi giorni la sua nuova stagione, e prenderà parte alla rassegna dal titolo S-cambiamo il mondo – Per i diritti di tutti. L’iniziativa è un preziosissimo appuntamento fisso, il sesto quest’anno, sostenuta dalla Fondazione Migrantes e patrocinata dalla Regione Lazio, da Amnesty International e dall’Alto commissariato ONU per i rifugiati tra gli altri. La organizza DUN-Onlus, associazione nata nel 2015 per offrire supporto psicologico a chi migra in Italia, che da allora coltiva il dialogo interculturale, anche attraverso l’arte e il cinema in modo particolare. Il programma di quest’anno, curato dalla fondatrice e presidente di DUN, la psicologa e psichiatra Barbara Massimilla, avrà al centro due concetti basilari eppure non scontati, la relazione e la vita, declinati nelle molte forme dello scambio interpersonale e della lotta per il diritto ad esistere, dell’individuo o di un popolo intero. Il messaggio passerà da tanti linguaggi diversi, quante sono le opere scelte, tutte accomunate da uno sguardo attento sul presente: dall’esperimento del cortometraggio Intrecci, della stessa Massimilla, a Nezouh di Soudade Kaadan, una fiaba di guerra ambientata in Siria; dalla cronaca commovente dei fratelli Dardenne in Tori e Lokita, storia di due bambini alle prese con la legge dell’immigrazione, alla viva voce di chi ha camminato la rotta balcanica, nel docufilm "Trieste è bella di notte" di Calore, Collizzolli e Segre; e ancora, da una parte all’altra del mondo, Argentina 1985 di Santiago Mitre e Leila e i suoi fratelli di Saeed Roustayi. Le riflessioni saranno affidate agli incontri, tra una proiezione e l’altra: interverranno tra i molti Monsignor Pierpaolo Felicolo, direttore generale della Fondazione Migrantes, Riccardo Noury di Amnesty International, le attiviste Ziba Gul, afghana, e Zahra Tawfiq, iraniana. Le due giornate saranno arricchite dall’esposizione delle creazioni dei laboratori di DUN, frutto dell’incontro tra culture che l’associazione mette in pratica ogni giorno, dalla moda alla musica. Sabato 10 e domenica 11 giugno, dalle 15 in poi, con ingresso libero.

Decreto flussi 2022: 74mila le pratiche già lavorate dal Viminale

6 Giugno 2023 - Roma - A due mesi dal click day è stata conclusa dal Viminale l’istruttoria di oltre 74mila domande presentate per il decreto flussi 2022. Un numero pari al 90% delle quote previste. Sono inoltre 60mila i nulla osta rilasciati dagli Sportelli Unici per l’immigrazione delle prefetture, ed inviati alle rappresentanze diplomatiche per il rilascio del visto di competenza. Si tratta della quasi totalità di quelli previsti per lavoro stagionale e di oltre il 60% di quelli per lavoro non stagionale. Oltre 15mila i nulla osta rilasciati per il settore dell’edilizia e oltre 2mila quelli per il settore turistico alberghiero.
È la prima volta - si legge sul sito del Viminale - che un decreto flussi "vede una così rapida definizione: ciò è stato reso possibile grazie alle innovazioni normative, informatiche e organizzative che hanno garantito tempestività e fluidità alle procedure. Essenziale è stato l'impegno del dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione del Viminale nel creare le condizioni, in breve tempo, per un ingresso regolare in Italia di tanti lavoratori stranieri".

Italiani nel mondo: a Gerusalemme celebrata la Festa della Repubblica Italiana

5 Giugno 2023 -
Gerusalemme - La Custodia di Terra Santa ha onorato con una Messa la festa della Repubblica italiana che si è celebrata a Gerusalemme, come da tradizione, il sabato successivo al 2 giugno. Erano presenti, riferisce la Custodia, il Console Generale d’Italia Giuseppe Fedele, il responsabile dell’Ufficio Consolare Alberto Invernizzi, la responsabile dell’Ufficio Visti Marianna Delle Vedove, l’assistente del Console Tony Khoury e il personale diplomatico civile e militare del Consolato Generale d’Italia a Gerusalemme. La liturgia, nella chiesa di San Salvatore, è stata presieduta da padre Alessandro Coniglio, che ha accolto la delegazione e tutti i fedeli presenti in vece del Custode di Terra Santa padre Francesco Patton, impegnato nel viaggio pastorale in Colombia per le celebrazioni dei 400 anni del Commissariato in quel paese. Per la Custodia di Terra Santa questi eventi rappresentano ogni anno un ringraziamento per l’operato svolto nel passato e nel presente da Francia, Belgio, Italia, Spagna, le quattro nazioni cattoliche protettrici e promotrici delle comunità cristiane di Terra Santa. “La messa odierna, come le altre messe consolari, non sono espressioni di vuoto nazionalismo – ha evidenziato padre Coniglio –, ma piuttosto esprimono la gratitudine della Custodia per i legami storici, di affetto e di sostegno concreto che il popolo italiano, attraverso le sue istituzioni pubbliche, ha sempre dimostrato ai frati e alla Custodia. Vogliamo pregare affinché questi legami si approfondiscano sempre di più e continuino a portare i frutti di sviluppo sociale e civile”. “Questa rappresenta una tradizione a cui tutti noi del Consolato Italiano teniamo molto ‒ ha commentato il Console Generale d’Italia Giuseppe Fedele ‒. È la concreta testimonianza di quello che è un rapporto storicamente proficuo e molto profondo. La presenza del Consolato a Gerusalemme implica il nostro speciale ruolo di tutoraggio e, quando possibile, di tutela di quello che è lo status quo nella Città Santa e di protezione dei francescani. Una presenza che noi cerchiamo di promuovere, quando possibile, anche con azioni concrete di sostegno, di supporto delle attività di natura culturale e di tutela del patrimonio storico e artistico”. La Messa si è chiusa sulle note dell’inno d’Italia, interpretato con l’organo della chiesa, prima del consueto scambio di saluti tra tutti i presenti presso la Curia Custodiale.

Il mistero bello della Trinità

5 Giugno 2023 -
Città del Vaticano - “Possiamo pensare Dio attraverso l’immagine di una famiglia riunita a tavola, dove si condivide la vita”. Commenta papa Francesco il dialogo tra Gesù e Nicodemo, è il Vangelo di Giovanni, e parla così, nel discorso che precede la recita dell’Angelus, della festa della Santissima Trinità: sentire parlare di Dio come di un rapporto tra padre e figlio “è un’immagine familiare che, se ci pensiamo, scardina il nostro immaginario su Dio”. Festa sconosciuta ai cristiani dei primi secoli, e, ancora oggi, alla tradizione orientale, la Santissima Trinità è entrata in un secondo momento nel calendario delle celebrazioni liturgiche. Segue la Pentecoste – l’effusione dello Spirito Santo sugli apostoli riuniti nel Cenacolo – e precede il Corpus Domini, quasi ad aiutarci a leggere meglio il cammino che abbiamo compiuto nel tempo di Quaresima e della Pasqua. Ma ricordiamo l’unione delle tre persone della Santissima Trinità ogni volta che recitiamo l’atto della nostra fede, il Credo, e questo grazie a due eventi che si sono celebrati trecento anni dopo la morte e la resurrezione di Gesù: il Concilio di Nicea e, 56 anni più tardi, quello di Costantinopoli. Per questo parliamo del Credo niceno-costantinopolitano. L’uguaglianza tra Padre e Figlio è nella prima parte dell’atto di fede, in quel “Dio vero, generato e non creato della stessa sostanza del Padre”. Il legame con lo Spirito Santo lo troviamo più avanti nella preghiera quando diciamo che dà la vita, e “procede dal Padre e dal Figlio e con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato”. Ed è qui in questa espressione, in quel Filioque, cioè “e il Figlio”, che troviamo la difficoltà del rapporto con la chiesa ortodossa, disputa teologica che va avanti da mille anni. Anche le letture della Messa ci aiutano a comprendere meglio il fil rouge dell’amore fondamento e legame delle tre persone della Trinità. Nell’Esodo leggiamo che Dio è “misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà”. Nella lettera alla comunità di Corinto si legge: vivete in pace e il Dio dell’amore e della pace sarà con voi. Ma troviamo anche una formulazione trinitaria: “la grazia del Signore Gesù Cristo, l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi”. La festa della Santissima Trinità ricorda tutto questo, ci parla di un amore che supera le piccolezze e i nostri peccati. Se la parola Dio “ci suggerisce una realtà singolare, maestosa e distante”, sentir parlare di un Padre e di un Figlio “ci riporta a casa”, ci ripropone l’immagine della mensa “che, allo stesso tempo, è un altare, è un simbolo con cui certe icone raffigurano la Trinità. È un’immagine che ci parla di un Dio comunione”: ma non “solo un’immagine è la realtà” perché “lo Spirito che il Padre mediante Gesù ha effuso nei nostri cuori, ci fa gustare, ci fa assaporare la presenza di Dio: presenza sempre vicina, compassionevole e tenera”. Non solo il Credo, ma anche il segno della croce, “il gesto più semplice che abbiamo imparato da bambini”, ci ripropone il “mistero della Trinità”. Infatti, ha detto il Papa, “tracciando la croce sul nostro corpo ci ricordiamo quanto Dio ci ha amato, fino a dare la vita per noi; e ripetiamo a noi stessi che il suo amore ci avvolge completamente, dall’alto in basso, da sinistra a destra, come un abbraccio che non ci abbandona mai. E al tempo stesso ci impegniamo a testimoniare Dio-amore, creando comunione nel suo nome”. Il vescovo di Roma invita i presenti a fare il segno della croce e, successivamente a chiedersi: “noi testimoniamo Dio-amore oppure è diventato a sua volta un concetto, qualcosa di già sentito, che non smuove e non provoca più la vita? Le nostre comunità sanno amare? Sono delle famiglie? Teniamo la porta sempre aperta, sappiamo accogliere tutti come fratelli e sorelle? Offriamo a tutti il cibo del perdono di Dio e il vino della gioia evangelica? Si respira aria di casa o assomigliamo più a un ufficio o a un luogo riservato dove entrano solo gli eletti?”. Nel dopo Angelus Francesco ha manifestato vicinanza alle vittime dell’incidente ferroviario in India e ha affidato a Maria “le popolazioni provate dal flagello della guerra, specialmente la cara e martoriata Ucraina”. (Fabio Zavattaro)

Mcli Zurigo: mons. Felicolo, “sentirsi figli abbracciati da Dio senza nessuna distinzione”

5 Giugno 2023 - Zurigo - Con una celebrazione eucaristica nella Chiesa dedicata a San Giovanni Bosco, si è conclusa, ieri mattina, la visita di mons. Pierpaolo Felicolo, direttore generale della Fondazione Migrantes, alla Missione Cattolica di Lingua Italiana di Zurigo. “La mia non è una visita di cortesia ma un desiderio del cuore”, ha detto nell’omelia mons. Felicolo evidenziando il bisogno di conoscere e incontrare gli italiani che vivono all’estero e i sacerdoti che li seguono pastoralmente per “sentirsi figli abbracciati da Dio senza nessuna distinzione”. La visita del direttore generale della Migrantes si è collocata all’interno della Festa della Missione che si concluderà il prossimo 17 giugno. Alla celebrazione eucaristica, concelebrata dal Missionario e parroco della parrocchia San Giovanni Bosco don Fulvio Gamba e animata dalla corale parrocchiale Santa Cecilia,  hanno partecipato molti italiani che vivono nel territorio di Zurigo: tanti anziani, molte famiglie giovani con bambini piccoli e tanti giovani. Il giorno prima mons. Felicolo aveva incontrato i giovani e le famiglie giovani della comunità italiana e aveva parlato sul tema “Giovani e famiglie”. La sfida della migrazione”. Nel territorio della Missione Cattolica di Lingua Italiana di Zurigo vivono circa 14mila italiani. L’attività pastorale inizia alla fine del diciannovesimo secolo quando i salesiani decisero di inviare alcuni sacerdoti per seguire pastoralmente gli italiani che arrivavano in quegli anni in Svizzera. (Raffaele Iaria)

Migrantes Cosenza-Bisignano: a Rende il Meeting “Comunità Accoglienti: Liberi dalla Paura”

5 Giugno 2023 - Cosenza - Si svolgerà a Rende (Cs) il prossimo 12 giugno, il “Meeting Comunità Accoglienti: Liberi dalla Paura” promosso dall’’ufficio Migrantes della diocesi di Cosenza-Bisignano, in occasione della Giornata del Rifugiato 2023 ed all’interno della Festa di Sant’Antonio della Parrocchia Sant’Antonio dei Frati Minori di Rende. Il programma prevede, alle 17.30, un momento di riflessione con l’introduzione iniziale di Pino Fabiano, Direttore della Migrantes diocesana e i saluti del parroco p. Luigi Loricchio. Seguirà una relazione di p. Alessandro Manaresi che metterà in evidenza il fenomeno delle migrazioni forzate nel mondo, in Europa ed in Italia e l’accoglienza dei rifugiati nell’esperienza del Centro Astalli di Roma mentre sr. Loredana Pisani, Direttrice dell’Ufficio Migrantes di Crotone-Santa Severina, racconterà i giorni di impegno durante la tragica esperienza del naufragio di Cutro con la morte di 94 persone. Le testimonianze di alcuni rifugiati provenienti da zone di conflitti precederanno poi le conclusioni di mons. Giovanni Checchinato – Arcivescovo di Cosenza-Bisignano che presiederà anche la Liturgia animata da alcuni rifugiati presenti nel territorio.  Alle 20.30 spazio alla musica, con Moussa Ndao e Bito Sissoko, ed alla cucina dal mondo grazie alla presenza di alcuni stand di realtà di accoglienza di rifugiati del territorio (MOCI Cosenza, Coop. Strade di Casa, Casa Ismaele, CAS San Martino).            

Papa Francesco affida a Maria “le popolazioni provate dal flagello della guerra”

5 Giugno 2023 - Città del Vaticano - A Maria, "madre premurosa, affido le popolazioni provate dal flagello della guerra, specialmente la cara e martoriata Ucraina”. Al termine dell’Angelus di ieri, papa Francesco ha affidato ancora una volta a Maria la popolazione ucraina. Dopo aver assicurato la sua preghiera “per le numerose vittime dell’incidente ferroviario avvenuto due giorni fa in India”, il Pontefice ha salutato, tra gli altri, in maniera speciale i rappresentanti dell’Arma dei Carabinieri, “che ringrazio per la vicinanza quotidiana alla popolazione”, ha detto il Papa: “La Virgo Fidelis, vostra Patrona, protegga voi e le vostre famiglie”.