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Rapporto Italiani nel Mondo: le pensioni degli italiani all’estero

9 Novembre 2021 - Roma - In tema di pensioni, l’effetto pandemia si è riscontrato con riferimento all’incremento del numero di pensioni eliminate per decesso nel 2020 rispetto al 2019. In Italia tale aumento è stato pari al 15,2%; all’estero, invece, la variazione percentuale si attesta a circa il 2%. È ragionevole presumere che la variazione più significativa sarà colta nel corso dell’anno 2021 quando saranno consolidati i dati relativi alle verifiche dell’esistenza in vita. E' quanto si legge nel rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes, presentato questa mattina Roma. Nel corso del 2020, comunque, l’INPS ha pagato in tutto 13.816.971 pensioni e quelle all’estero (330.472) rappresentano circa il 2,4% del totale. Questa percentuale, che può sembrare poco significativa, per l’INPS ha un valore molto importante perché si è ben consapevoli che si tratta di un fenomeno in continua espansione considerando il costante aumento di partenze di italiani per l’estero, si legge nel Rapporto. Questo trend genererà nuove pensioni da liquidare in regime di totalizzazione internazionale e da erogare non solo per chi torna in Italia dopo l’esperienza maturata altrove, ma anche a favore di chi decide di rimanere nel paese estero che l’ha ospitato. Non si tratta di una previsione a lungo termine: molti degli attuali emigrati, infatti, rientrano nella fascia d’età 40-50 e 50-60 anni. Ciò vuol dire che il numero delle pensioni interessate dalla totalizzazione internazionale è destinato molto presto ad aumentare in maniera considerevole. Aumentano, inoltre, i pagamenti attribuiti a coloro che decidono di emigrare in altri paesi da pensionati (negli ultimi 5 anni +21,1%), scelta motivata da differenti obiettivi: seguire i figli che hanno trovato lavoro fuori dall’Italia, beneficiare dei vantaggi fiscali offerti da altri Stati, o, semplicemente, godere di un clima o di un ambiente differente da quello che si è lasciato alle spalle. Già oggi si assiste ad un primo passaggio di consegne: la platea dei pensionati all’estero che deriva da migrazioni del passato, viene integrata da quella che appartiene ad una nuova e più recente ondata migratoria. Questa si differenzia dalla prima sotto vari aspetti: le destinazioni di pagamento, le tipologie di pensione e, non da ultimo, la nazionalità dei percettori. Mentre, infatti, le migrazioni più antiche stanno dando luogo principalmente al pagamento di pensioni ai superstiti, soprattutto a donne di origine italiana e in paesi quali Nord America, Argentina, Brasile, Australia, ma anche Francia, Germania, Belgio e Svizzera, quelle più recenti si caratterizzano per essere riscosse presso nuovi Stati di destinazione, sia in Europa, in particolare nell’Est europeo, sia nel continente africano e asiatico, luoghi che, fino a qualche tempo fa, non erano registrati negli archivi INPS.  

Rapporto Italiani nel Mondo: le destinazioni scelte dagli italiani sono state 180

9 Novembre 2021 - Roma - Degli oltre 109 mila connazionali che hanno spostato la loro residenza dall’Italia all’estero lungo il corso del 2020, il 78,7% lo ha fatto scegliendo l’Europa come continente. Nel loro complesso, le destinazioni scelte nell’ultimo anno sono state 180 e, tra le prime dieci, ben sette sono nazioni europee. E' quanto emerge dal Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes presentato oggi a Roma. Tuttavia, l’unica nazione con saldo positivo, rispetto all’anno precedente, è il Regno Unito: +8.358 iscrizioni in più rispetto al 2020, +25,1% di variazione dal 2020 che diventa un aumento, in un anno, del 33,5%. Delle oltre 33 mila iscrizioni nel Regno Unito, il 45,8% riguarda italiani tra i 18 e i 34 anni, il 24,5% interessa i minori e il 22,0% sono giovani-adulti tra i 35 e i 44 anni. Si tratta, quindi, della presenza italiana tipica per il Regno Unito: giovani e giovani adulti, nuclei familiari con minori che la Brexit ha obbligato a far emergere – da qui la spiegazione dell’incremento registrato anche nell’ultimo anno nonostante la pandemia – attraverso la procedura di richiesta del settled status, un permesso di soggiorno a tempo indeterminato per chi può comprovare una residenza continuativa su territorio inglese da cinque o più anni, arco temporale che non deve essere stato interrotto per più di sei mesi su dodici all’interno del quinquennio di riferimento. Gli italiani, quindi, durante l’annus horribilis della pandemia si sono trovati costretti a dover decidere se partire o no, se affrontare o meno i rischi di un’emergenza sanitaria globale raggirando gli ostacoli imposti dai protocolli rigidi attuati dalle diverse nazioni e relative ai limiti di spostamento intra ed extra un determinato territorio, sottolinea lo studio. Una parte ha preferito procrastinare il progetto migratorio – e da questo deriva la riduzione del numero complessivo delle partenze – e un’altra parte ha deciso comunque di non rinviare la decisione e, quando possibile, rispettando le disposizioni limitanti gli spostamenti, ha scelto di “restare vicino” – e quindi in Europa – più che andare oltreoceano.    

Rapporto Italiani nel Mondo: l’unica Italia che continua a crescere è quella che risiede strutturalmente all’estero

9 Novembre 2021 - Roma - Al 1° gennaio 2021 la comunità strutturale dei connazionali residenti all’estero è costituita da 5.652.080 unità, il 9,5% degli oltre 59,2 milioni di italiani residenti in Italia. Mentre l’Italia ha perso quasi 384 mila residenti sul suo territorio (dato Istat), la presenza all’estero è aumentata del 3% nell’ultimo anno. Lo evidenzia il Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes presentato oggi a Roma.  La Sicilia con oltre 798 mila iscrizioni è la regione con la comunità più numerosa di residenti all’estero. La seguono, a distanza, la Lombardia (+561 mila), la Campania (quasi 531 mila), il Lazio (quasi 489 mila), il Veneto (+479 mila) e la Calabria (+430 mila). Sono tre le grandi comunità di cittadini italiani iscritti all’AIRE: nell’ordine, Argentina (884.187, il 15,6% del totale), Germania (801.082, 14,2%) Svizzera (639.508, 11,3%). Seguono a distanza le comunità residenti in Brasile (poco più di 500 mila, 8,9%), Francia (circa 444 mila, 7,9%), Regno Unito (oltre 412 mila, 7,3%) e Stati Uniti (quasi 290 mila, 5,1%).      

Rapporto Italiani nel Mondo: l’Italia e gli italiani alla prova del Covid-19

9 Novembre 2021 - Roma - Leggendo i dati sulla mobilità da e verso l’Italia emerge come la pandemia ha avuto importanti ripercussioni sulla popolazione italiana e su quella straniera presente nel nostro Paese. Secondo l’ISTAT, a inizio 2021, gli stranieri residenti in Italia ammontano a poco più di 5 milioni: dopo un ventennio di crescita ininterrotta anche la popolazione straniera si ridimensiona e non riesce più a compensare l’inesorabile inverno demografico italiano. E' quanto emerge da Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes presentato oggi a Roma. Considerando i diversi mesi di lockdown vissuti a livello nazionale, europeo e internazionale, per molti è stato praticamente impossibile spostarsi e questo ha inciso fortemente sui dati relativi all’andamento migratorio italiano, sia interno che verso l’estero. L’Italia, in sintesi, è oggi uno Stato in cui la popolazione autoctona e la popolazione immigrata non crescono. L’unica Italia a crescere è quella che mette radici (e residenza) fuori dei confini nazionali in modo ufficiale – e quindi iscrivendosi all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (AIRE) – o in modo ufficioso non ottemperando all’obbligo di iscrizione. A partire sempre più numerosi sono gli italiani di nascita e quelli per scelta, quindi naturalizzati, coloro che chiedono di diventare italiani e che, una volta ottenuta la cittadinanza, tecnicamente vengono chiamati “nuovi” italiani. Questi italiani, in realtà, di “nuovo” non hanno nulla, in quanto, per l’Italia e gli italiani le persone di origine non italiana arrivati nel nostro Paese o nati e cresciuti in Italia non sono né una realtà recente né appena conosciuta.          

Missione oltre confine

8 Novembre 2021 - Roma - “Perché l’emigrazione non sia dannosa agli emigranti e raggiunga il fine provvidenziale non deve essere abbandonata a sé stessa. Essa deve essere protetta, guidata da quelli che ne hanno il potere e il dovere ora legale, ora soltanto morale”. Sono trascorsi 125 anni da quando il vescovo Bonomelli, uno o dei pionieri della pastorale con gli italiani all’estero, scriveva queste parole in una lettera pastorale per la Quaresima. Tema di particolare attualità. Una presenza, quella della Chiesa italiana accanto ai nostri emigranti, che non è mai mancata. E i numeri di oggi ne sono ancora una conferma: centinaia le Missioni cattoliche Italiane nel mondo ed in particolare in Europa con altrettanti sacerdoti impegnati nell’accompagnamento pastorale. “Gli italiani in Europa e la missione cristiana. Radici che non si spezzano ma che si allungano ad abbracciare ciò che incontrano” è il tema di un convegno che si svolgerà a Roma la prossima settimana su iniziativa della Fondazione Migrantes e che farà il punto su questa realtà. Come ogni anno certifica il Rapporto Italiani nel Mondo fuori dai nostri confini vive un’altra Italia. Una Italia che cresce ogni anno. Il 9 novembre verrà presentata la XVI edizione dedicata ad un tema che ci ha coinvolti negli ultimi due anni: la pandemia. Cosa ne è stato dei progetti di chi aveva intenzione di partire? Come hanno vissuto coloro i quali, invece, all’estero già risiedevano? Domande alle quali cercano di rispondere 75 autori da ogni parte del mondo con diverse indagini specifiche, molte riflessioni tematiche e con un viaggio tra gli italiani in 34 città del mondo. Non solo numeri ma storie e volti di persone… (Raffaele Iaria)

Migrantes: domani la presentazione del Rapporto Italiani nel Mondo

8 Novembre 2021 - Roima - Martedì 9 novembre, alle ore 10, sarà presentato a Roma, presso l’Auditorium V. Bachelet del TH Roma Carpegna Palace (via Aurelia, 481, Fermata Cornelia Metropolitana A), il Rapporto “Italiani nel Mondo 2021” della Fondazione Migrantes. Giunto alla XVI edizione, questo progetto della Chiesa che è in Italia ha coinvolto anche quest’anno diversi autori, misurandosi con la crisi pandemica che ha coinvolto anche la mobilità degli italiani e la vita dei nostri connazionali residenti all’estero. All’incontro interverranno mons. Stefano Russo, Segretario Generale della Conferenza  Episcopale Italiana; mons. Gian Carlo Perego,  Presidente della Commissione Episcopale per le Migrazioni e della Fondazione Migrantes; Massimo Vedovelli,  Università per Stranieri di Siena; Maria Cuffaro, giornalista e conduttrice Rai; don  Antonio Serra,  Coordinatore nazionale della Missioni Cattoliche Inghilterra e Galles e Delfina Licata della Fondazione Migrantes. L’incontro si terrà in presenza nel rispetto della normativa sanitaria vigente. Sarà comunque possibile seguire la presentazione in diretta streaming, sul canale YouTube e sulla pagina Facebook della Conferenza episcopale italiana.

Migrantes: il prossimo 9 novembre la presentazione del Rapporto Italiani nel Mondo 2021

25 Ottobre 2021 - Roma – Martedì 9 novembre, alle ore 10, sarà presentato a Roma, presso l’Auditorium V. Bachelet del TH Roma Carpegna Palace (via Aurelia, 481, Fermata Cornelia Metropolitana A), il Rapporto Italiani nel Mondo 2021 della Fondazione Migrantes. Giunto alla XVI edizione, questo progetto della Chiesa italiana ha coinvolto anche quest'anno diversi autori dall’Italia e dall’estero misurandosi con la crisi pandemica che ha coinvolto anche la mobilità degli italiani e la vita dei nostri connazionali residenti all’estero. L’incontro si terrà in presenza - solo dietro iscrizione - nel rispetto della normativa sanitaria vigente. Sarà comunque possibile seguire la presentazione in diretta streaming, sul canale YouTube e sulla pagina Facebook della Conferenza Episcopale Italiana.    

Migrantes: parte un ciclo di  incontri di approfondimento del Rapporto Italiani nel Mondo sulle Province nell’ambito del Festival della Migrazione

17 Dicembre 2020 - Roma - Prende il via un ciclo di videoconferenze dedicate allo “Speciale Province d’Italia 2020” contenuto nel Rapporto Italiani nel Mondo 2020 (RIM), promosso dalla Fondazione Migrantes nell’ambito del Festival della Migrazione.  Il 18 dicembre, dalle 16 alle 18, primo appuntamento, alcuni degli autori della quindicesima edizione del RIM si troveranno a dialogare sul tema della mobilità italiana e delle aree interne, in collaborazione con l’Università di Ginevra. L’attuale mobilità non è una questione solo del Nord Italia. Che tra il Settentrione e il Meridione di Italia vi siano divari profondi è storia conosciuta, quanto questi divari abbiano a che fare con la mobilità spesso lo si ignora, così come si è poco consapevoli che la narrazione di una nuova mobilità, soprattutto dal Nord Italia, spesso urta con la realtà. Il vero divario non è tra Nord e Sud, ma tra città e aree interne. Sono luoghi che si trovano al Sud ma anche al Nord, ma che al Sud diventano doppia perdita: verso il Settentrione e verso l’estero. A svuotarsi ancora sono i territori già provati da spopolamento, senilizzazione, da eventi calamitosi o da sfortunate congiunture economiche. Nel primo appuntamento si punteranno i riflettori sulle province di Avellino, Bergamo, Cosenza, Potenza, Terni, Oristano, Vicenza.  A introdurre e coordinare i lavori sarà Delfina Licata, curatrice e caporedattrice del RIM. Interverranno: per Bergamo, Paolo Barcella; per Cosenza, Giuseppe Sommario; per Potenza, Donato Di Sanzo; per Terni, Gianluca Gerli; per Oristano, Marisa Fois; per Vicenza, Giuseppe Casarotto. Le conclusioni saranno affidate a Toni Ricciardi, membro della Commissione Scientifica del RIM. È possibile seguire l’evento sulla home page di www.festivalmigrazione.it oppure sulla pagina https://www.facebook.com/festivalmigrazione o, ancora, sul canale https://www.youtube.com/channel/UCIkQTdGqDl_CurK0NGzezdg  

Migrantes: martedì 27 ottobre la presentazione del Rapporto Italiani nel Mondo 2020

22 Ottobre 2020 - Roma - Martedì 27 ottobre, alle ore 10, sarà presentato il Rapporto Italiani nel Mondo 2020 della Fondazione Migrantes in diretta streaming sul canale YouTube e sulla pagina Facebook della Conferenza Episcopale Italiana. Questo progetto editoriale e culturale della Chiesa italiana si presenta, quest’anno, nell’edizione speciale 15 anni. Coinvolgendo circa 60 autori dall’Italia e dall’estero, il Rapporto Italiani nel Mondo 2020 si misura con il dettaglio territoriale provinciale unendo l’analisi dei dati più recenti a quella degli ultimi quindici anni. Alla presentazione sono previsti interventi del Card. Gualtiero BASSETTI, Presidente Conferenza Episcopale Italiana – Prof. Giuseppe CONTE, Presidente del Consiglio dei Ministri; Prof. Pasquale TRIDICO, Presidente Istituto Nazionale Previdenza Sociale; Mons.  Guerino DI TORA, Presidente Fondazione Migrantes; Delfina LICATA - Curatrice Rapporto Italiani nel Mondo e Vincenzo MORGANTE, direttore TV2000.  

Migrantes: il 27 ottobre la presentazione del Rapporto Italiani nel Mondo

15 Ottobre 2020 - Roma - Martedì 27 ottobre sarà presentato a Roma alle ore 10,00 presso l’Auditorium Aurelia di via Aurelia, 796 (partecipazione solo su invito) il Rapporto Italiani nel Mondo 2020 della Fondazione Migrantes. Si tratta della XV edizione completamente rinnovata e alla quale hanno partecipato circa 60 autori dall’Italia e dall’estero. Per la prima volta nel Rapporto Italiani nel Mondo ci si misura con il dettaglio territoriale provinciale unendo l’analisi relativa alla situazione della mobilità italiana che deriva dai dati più recenti a quella degli ultimi quindici anni, periodo che rappresenta il lungo percorso compiuto dal presente progetto editoriale e culturale dedicato dalla Fondazione Migrantes alla mobilità italiana. L’evento si terrà in presenza con partecipazione solo su invito nel pieno rispetto della normativa sanitaria vigente. Sarà comunque possibile per tutti, in Italia e all’estero, seguire la conferenza anche in diretta streaming, tramite il canale YouTube (https://www.youtube.com/ChiesaCattolicaItaliana) e la pagine Facebook della Conferenza Episcopale Italiana: (https://www.facebook.com/conferenzaepiscopaleitaliana)