Tra gli emigranti ucraini al Santuario di Zarvanycia

Molti quelli provenienti dall’Italia

Zarvanycia – “Madonna mia fai ritornare la mia mamma dall’Italia”. E’ uno dei centinaia di biglietti che padre Vladimiro legge tra quelli che i pellegrini lasciano allo speco del Santuario di Zarvanycia, la Lourdes dell’Ucraina. E in questo Santuario, ricostruito nel 2000, dopo che il comunismo aveva in tutti i modi tentato di spegnere una devozione mariana cresciuta in sette secoli, la notte del 27 e il 28 agosto si è celebrata la solennità dell’Assunta, secondo il calendario giuliano. Centomila pellegrini, soprattutto giovani hanno regalato uno spettacolo straordinario di una fede che rinasce. Sette secoli fa in questa pianura ricca di boschi ai piedi dei Carpazi si è ‘interrotto il sonno ‘ – da qui il nome ‘Zarvanycia’ – di un monaco in fuga, che al risveglio ha trovato una fonte e un’icona di Maria. Oggi in questa pianura 100 mila persone arrivate dall’Ucraina, ma anche migliaia di emigranti dall’Italia, dalla Spagna, dal Canada, dalla Germania e da tutto il mondo, hanno interrotto il tragico sonno di un ateismo, che uccideva lo spirito, e ritornano a pregare e ad amare. Nella notte e durante il giorno file di giovani si sono inginocchiati davanti a cento sacerdoti per le confessioni; migliaia di persone si sono comunicate, dopo essere passate in silenzio davanti all’icona della Madre di Dio. Molti sono arrivati a piedi dai monti Carpazi, camminando diversi giorni.

 
Incontro un parroco che ha fatto a piedi 135 km con i suoi parrocchiani; gli studenti di teologia di Ternopil che hanno camminato per 50 km insieme al rettore, padre di tre figli, e con la benedizione del Direttore spirituale, padre di quattordici figli; nella notte incontro intere famiglie, pellegrine al Santuario per ringraziare per il dono di un nuovo figlio; arrivano anche i preti anziani della chiesa del silenzio, che raggiungevano e pregavano in questo luogo per anni nel nascondimento e con il rischio del carcere; ci sono anche preti e fedeli ortodossi, uniti nella preghiera mariana.
Le celebrazioni eucaristiche della veglia e del mattino – in rito bizantino – vedono una folla di migliaia di persone nel silenzio e nel raccoglimento, anche nel pianto. Il vescovo di Ternopil, Basilio, racconta l’episodio apocrifo della ‘dormitio di Maria’. Tommaso, l’apostolo incredulo, che sempre assente nei momenti cruciali della vita apostolica, è assente anche al funerale di Maria. Al suo ritorno si reca al cimitero e non trova il corpo di Maria nella tomba. Un “assenza piena di speranza, che può illuminare – ricorda il vescovo – la nostra vita e aiutare a dare un futuro”. La speranza è il messaggio che esce da questi luoghi, volti e storie di un Paese che esce dal ‘sonno della ragione’ e ritrova in Maria un sogno di una Chiesa e di una Nazione, speriamo presto europea.
L’Ucraina oggi regala all’Italia oltre 200.000 donne emigrate che spesso ritroviamo lavoratrici nelle nostre case, fabbriche e alberghi, ma che portano con sè e tra noi anche una fede e una speranza orientale, una cultura e tradizioni spesso non riconosciute. A Zarvanycia la solennità dell’Assunta si chiude nel silenzio che i boschi raccolgono, per invitare a continuare il nostro cammino, per ritrovare la pace. (G. Perego)