Primo Piano

Diocesi Sorrento-Castellammare: dai ieri pellegrinaggio della croce di Lampedusa

12 Giugno 2023 -
Roma - Da ieri la diocesi di Sorrento-Castellammare di Stabia accoglie la Croce di Lampedusa, simbolo dell’odissea dei migranti. E' stata Marina del Cantone in Massa Lubrense, la prima tappa che ha visto coinvolti i borghi marinari e quanti del mare vivono. Un cammino di tre mesi circa, che si concluderà il 2 settembre presso la Marina di Meta. Un’iniziativa coordinata dal Servizio della pastorale del turismo in collaborazione con l’Apostolato del mare, l’Ufficio liturgico e l’Ufficio Migrantes della diocesi. “La croce, ricevuta in dono dalla Fondazione Casa dello spirito e delle arti di Milano, è stata costruita – appositamente per la diocesi – nel carcere di Opera (Milano) usando il legno delle barche su cui hanno viaggiato persone migranti: donne, bambini e uomini che per scappare dalla guerra, dalla fame e dalla miseria hanno rischiato le loro vite in mare. La base invece, a forma di bitta, è stata realizzata in uno degli antichi cantieri di maestri d’ascia della nostra terra”, si legge in una nota della diocesi. “Non possiamo ignorare quei volti, quelle mani, quei corpi. Non dobbiamo dimenticare il sogno della libertà, la paura della morte, i resti di imbarcazioni inadeguate. Le nostre feste estive, in riva a quel mare che nasconde drammi e tragedie, saranno quest’anno un’unica intensa preghiera perché non accada mai più! E ci impegneremo, sotto lo sguardo benedicente della Vergine Maria e dei santi che veneriamo, ad aprire le porte delle nostre comunità perché nessuno si senta rifiutato: nel cuore della famiglia dei figli di Dio ci deve essere posto per ognuno, perché tutti ci riconosciamo fratelli e sorelle”, afferma mons. Francesco Alfano, arcivescovo di Sorrento-Castellammare di Stabia.

Le radici cristiane d’Europa

12 Giugno 2023 -
Roma - Angelus senza Papa Francesco affacciato alla finestra dello studio del Palazzo Apostolico, e nemmeno dal balconcino del Policlinico Gemelli – il Vaticano terzo come lo chiamava san Giovanni Paolo II – dove si trova ricoverato da mercoledì scorso 7 giugno. Per volontà dei medici, è stato sottolineato, per non compromettere il decorso post operatorio e per consentire al Papa di far ritorno quanto prima a Santa Marta: “con il tempo è divenuto più saggio”, il commento di Sergio Alfieri, il chirurgo che lo ha operato. Angelus nella domenica in cui le chiese fanno memoria della festa del Corpus Domini, ovvero di un Dio che dona il cibo alle sue creature. Questo il messaggio che ci viene dalle letture. Nel Deuteronomio leggiamo che nel faticoso esodo verso la terra promessa, quaranta anni nel deserto, Dio ha fatto provare la fame “poi ti ha nutrito di manna, che tu non conoscevi e che i tuoi padri non avevano mai conosciuto, per farti capire che l’uomo non vive di solo pane”. È il pane del popolo pellegrinante verso il Regno; è il pane che dona unità alla comunità, come leggiamo nella lettera di Paolo agli abitanti di Corinto: “il pane che noi spezziamo non è forse comunione con il corpo di Cristo? Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo”. È il pane, infine che assume il volto e il corpo di Cristo e che Giovanni, nel suo Vangelo, propone con le parole che Gesù pronuncia nella Sinagoga di Cafarnao: “io sono il pane vivo disceso dal cielo: se uno mangia di questo pane vivrà in eterno”. È la festa dell’eucaristia, per Benedetto XVI, istituita nell’ultima cena e che “costituisce il tesoro più prezioso della chiesa”; ancora, la “comunione con il corpo di Cristo è farmaco dell’intelligenza e della volontà per ritrovare il gusto della verità e del bene comune”. Festa che mette in primo piano il tema dell’amore, ricordava Papa Francesco in uno dei suoi primi Angelus, e nell’eucaristia adoriamo “il tesoro più prezioso” che Gesù ha lasciato alla comunità cristiana. L’amore è la forza di chi cammina nella vita insieme ai fratelli, sognando un mondo senza differenze raziali, come Martin Luther King, il leader dei diritti civili del popolo afroamericano, che pagò con la vita la sua azione di vedere un popolo unito, bambini e delle bambine unire le loro mani senza preoccuparsi del colore della pelle. Come il Mahatma Gandhi, testimone della non violenza, il quale, parlando nella festa di san Pietro, disse: “l’amore è il potere più duraturo che ci sia al mondo”. Niente Angelus pubblico per il Papa, abbiamo detto, ma non per questo è mancata la sua parola. Sabato ha inviato un messaggio all’evento Not Alone sul tema della fraternità, che vedeva riuniti trenta premi Nobel in piazza San Pietro. Nelle sue parole il no convinto alla guerra: “nel nostro mondo, dilaniato dalla violenza e dalla guerra, non bastano ritocchi e aggiustamenti: solo una grande alleanza spirituale e sociale che nasca dai cuori e ruoti attorno alla fraternità può riportare al centro delle relazioni la sacralità e l’inviolabilità della dignità umana”. Domenica ha fatto sentire il suo pensiero rivolgendosi ai parlamentari europei appartenenti al Partito popolare, sottolineando la necessità che i politici sappiano portare nella loro azione il contributo originale della Dottrina sociale della Chiesa: “pensiamo, ad esempio, ai due principi di solidarietà e sussidiarietà e alla loro dinamica virtuosa”. Nel suo messaggio Papa Francesco ha sottolineato anche le radici cristiane dell’Europa, un continente che “tenga insieme unità e diversità”. Per questo ci vuole “una forte ispirazione, un’anima” ma anche “dei sogni”. Ritengo, scrive il vescovo di Roma, “che i politici cristiani oggi si dovrebbero riconoscere dalla capacità di tradurre il grande sogno di fraternità in azioni concrete di buona politica a tutti i livelli: locale, nazionale, internazionale. Ad esempio: sfide come quella delle migrazioni, o quella della cura del pianeta, mi pare che si possano affrontare solo a partire da questo grande principio ispiratore: la fraternità umana”. L’Europa è nata unita, ha scritto il Papa, con un ideale di fondo: “generare uno spazio dove si potesse vivere in libertà, giustizia e pace, rispettandosi tutti nella diversità”. (Fabio Zavattrao - Sir)

Mons. Perego: “sui migranti si fa un passo indietro”

11 Giugno 2023 - Roma – “Certo da una parte è positivo che i ministri dell'Interno europei, che non si vedevano e non ragionavano su queste tematiche dal 2015, abbiano ripreso una riflessione sull'agenda europea su immigrazione e asilo. Ma, dall'altra, siamo di fronte a un evidente passo indietro con questa proposta che dovrà poi essere valutata dal parlamento di Strasburgo, anche se non c'è un vento politico che faccia sperare in una revisione migliorativa. Ammesso che si riesca a votarla prima delle elezioni del 2024. Vedo un passo indietro sulla costruzione della solidarietà europea Poi sui problemi fondamentali non si sono date le risposte”. Lo ha detto, in una intervista al quotidiano “Avvenire” mons. Gian Carlo Perego, presidente della fondazione Migrantes, sull'accordo sui migranti raggiunto a fatica nei giorni scorsi dai ministri europei e che verrà sottoposto dalla Commissione di Bruxelles al Parlamento europeo. Tra i problemi mons. Perego cita l'accoglienza: “in termini di richiesta e concessione dell'asilo la responsabilità è di tutti i Paesi membri, mentre quelli del gruppo di Visegrad selezionano i richiedenti. Ci sono poi Paesi che portano un peso maggiore rispetto agli altri. Certamente non l'Italia, visto che siamo al 14° posto. Nonostante il milione e duecentomila persone passate da qui, il nostro Paese fino ad oggi non è stato un centro di accoglienza ma un luogo di transito per il 90%. Semmai Roma ha una grossa responsabilità nella valutazione del diritto di asilo, perché sul tema della gestione siamo al punto di partenza e le procedure restano vergognose. Non c'è nulla di nuovo sui salvataggi in mare e non sfugge che, dopo aver gridato contro Londra per l'invio in Ruanda di rifugiati e richiedenti, di fatto l'Ue proponga la stessa cosa, rimandare indietro con procedure accelerate in Paesi terzi presunti sicuri come Nigeria, Costa d'Avorio e Tunisia le persone sbarcate senza dare loro una vera tutela. Oppure rimandarle nel Paese dove le persone sono transitate o si sono fermate almeno un anno. Questo è poco rassicurante”. Per il presidente di Migrantes manca, a livello europeo, una agenda migratoria comune e c'è “purtroppo una visione ideologica che si diffonde nel contesto europeo, una cultura che mette in discussione le radici europee in materia di asilo, diritto presente in modo fondamentale in tutte le costituzioni degli stati membri”.

Migrantes Fano: domani la Festa dei Popoli

9 Giugno 2023 - Fano - Sabato 10 giugno a Fano, nella Tensostruttura Lido, si svolgerà la terza edizione della Festa dei Popoli, una manifestazione promossa dall’Ufficio Migrantes della Diocesi di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola con la collaborazione della Caritas diocesana, con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Fano (Assessorato alle Pari Opportunità e Assessorato al Welfare di Comunità) e del Consiglio – Assemblea legislativa delle Marche e il contributo di numerose associazioni e comunità etniche del territorio. Il tema della Festa è stato introdotto  giovedì 25 maggio presso il Cinema Masetti a Fano con la proiezione del docufilm “Tam Tam Basket” e con il  dibattito alla presenza del coach Massimo Antonelli (ex giocatore della Nazionale Italiana di basket nel 1975), ideatore del progetto e allenatore della squadra Tam Tam Basket di Castel Volturno (CE), formata da ragazzi figli di immigrati. Sabato mattina si svolgerà un torneo di calcetto, “Memorial Barbara Zenobi”, organizzato dal CSI e dall’associazione “Allarghiamo gli Orizzonti” presso i campi Mivida in  Sassonia di Fano. Nel pomeriggio inizieremo alle ore 16,00  con l’attività “Giochi dal Mondo” rivolta ai bambini e con l’apertura degli stands delle diverse comunità etniche con l’esposizione di tessuti e prodotti e con la proposta di diverse attività, per conoscere usanze e tradizioni provenienti dalle varie culture. Seguirà alle ore 17,30 la premiazione del torneo di calcetto. Successivamente, alle ore 18, dopo i saluti istituzionali, la dott.ssa Francesca Giglio ci presenterà il progetto “Radici in valigia” candidato per la Regione Marche al Progetto “Il turismo delle radici” promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e finanziato dall’Unione Europea. Alle 18.30 entreremo nel vivo del tema che è stato al centro della nostra riflessione in  questo anno “Seconde generazioni: quale futuro senza cittadinanza?”.  Approfondiremo la situazione delle seconde generazioni, cioè dei figli degli immigrati nati in Italia, circa 800.000 persone, che non riescono ad ottenere la cittadinanza italiana. Per affrontare  l’argomento avremo con noi Mohamed Kenawi, il regista del docufilm “Tam Tam Basket”e Sonny Olumati, nato a Roma, figlio di genitori nigeriani e  membro del movimento “Italiani senza Cittadinanza”. Concluderà il Vescovo Armando Trasarti. A seguire sarà possibile gustare le pietanze etniche e concluderemo con lo scambio di danze e canti realizzati dalle Comunità, che coinvolgeranno la partecipazione di tutti. La “Festa dei popoli” vuole contribuire a favorire una cultura dell’incontro attraverso la relazione, la conoscenza e lo scambio culturale, coinvolgendo i cittadini e le comunità etniche/linguistiche del nostro territorio, con particolare attenzione ai bambini e ai giovani, principali attori del fenomeno della integrazione interculturale, dell’accoglienza delle diversità di cui l’altro è portatore. Vuole, inoltre, favorire la presa di coscienza che il fenomeno migratorio costituisce un’opportunità di crescita interpersonale e per l’intera comunità civile e far sperimentare sempre più che la pace è possibile e, insieme, è un obiettivo realizzabile. (don Alessandro Messina - Direttore diocesano Migrantes)  

Migrantes Piemonte-Valle d’Aosta: domenica il Pellegrinaggio dei Popoli

9 Giugno 2023 -   Torino – Si svolgerà domenica prossima a Colle don Bosco, l’ottava edizione del Pellegrinaggio dei popoli promosso dal Coordinamento Migrantes regionale del Piemonte e della Valle d’Aosta e che vede partecipare, ogni anno in una sede diversa, centinaia di pellegrini. All’edizione di quest’anno sono attese oltre mille persone provenienti dalle diverse zone diocesane del Piemonte, e che arrivano da ogni angolo del mondo, dell'Africa all'America Latina, dal Medio Oriente all'Asia.  

Un popolo che sa accogliere

9 Giugno 2023 - Roccella - Roccella Jonica, piccolo comune della Locride, è diventato il simbolo dei flussi migratori ma anche della bella accoglienza. Per questo è stato scelto come testimonial per la Campagna dell'8xmille. Circa 5mila abitanti, nel 2022 il paese della costa calabrese ha registrato ben 113 sbarchi rispetto ai 65 del 2021 per un totale di quasi 10mila persone. E quest'anno siamo già a più di 2.300. La Caritas, l'Ufficio Migrantes di Locri-Gerace e la diocesi hanno seguito più di 4.700 persone tramite il centro d'ascolto, grazie anche alla firma di un protocollo d'intesa con due enti del territorio impegnati nell'accoglienza. È il progetto "Un popolo per tutti", avviato per promuovere la crescita di spazi di accoglienza e favorire l'inserimento degli immigrati nel tessuto sociale e economico della diocesi. «Grazie ai fondi 8xmille - spiega la direttrice Carmen Bagalà, capo scout Agesci - nell'ultimo triennio abbiamo potuto migliorare gli spazi dedicati all'ospitalità e i servizi in supporto all'accoglienza, avviando un percorso di inserimento nel tessuto sociale ed economico della diocesi, attraverso un servizio che offre le informazioni relative alle richieste di soggiorno e segnala le opportunità di occupazione garantendo alle persone in accoglienza, soprattutto nella fase iniziale, un accompagnamento al lavoro».  Il dormitorio Pandocheion, con 21 posti letto distribuiti in appartamenti da 4 persone, destinati anche a donne vittime di violenza con minori, le docce, la lavanderia e una mensa che ogni giorno serve 80 pasti che raddoppiano spesso con le confezioni da asporto per la cena. Nella "squadra" 8 operatori, alcuni mediatori culturali e un avvocato, oltre ad altri 3 operatori per la mensa e 2 per il dormitorio. Infine, preziosissimo, il Centro di ascolto medico dove operano ben 63 specialisti, tutti volontari, coordinati dall'associazione Jimuel. Propone screening preventivi e visite per alleviare le sofferenze di chi giunge nel nostro Paese e non ha la possibilità accedere al servizio sanitario. Ricordiamo che a Roccella sbarcano molte famiglie, con bambini e persone anziane, e addirittura disabili gravi, provenienti da Paesi in guerra o dove dominano violenza e persecuzioni, come Siria, Afghanistan, Pakistan, Iran e popolo curdo. Le barche arrivano dalla Turchia o dalla Libia orientale, e dopo 5/7 giorni di viaggio, vengono soccorse dalle motovedette della Guardia costiera e della Guardia di Finanza. Al porto li attendono operatori della Croce Rossa e della Protezione civile, e gli uomini delle Forze dell'ordine, affiancati dai volontari della Caritas, soprattutto per la fondamentale mediazione culturale. « E' indispensabile ponte con le persone in accoglienza per accertarne l'identità e i bisogni. La mediazione è un'operazione delicata, che ci permette di capire le emergenze e di intervenire a supporto e in collaborazione con gli Enti coinvolti, soprattutto in presenza di condizioni limite e nelle situazioni di diniego di richiesta di asilo. Il Porto delle Grazie di Roccella Jonica è il simbolo di una Calabria che accoglie. Noi stiamo lottando contro le guerre accogliendo quanti fuggono da esse» sottolinea il vescovo di Locri-Gerace, mons. Francesco Oliva. Il presule ha più volte incontrato gli immigrati e a loro ha dedicato la domenica di Pasqua. Prima l'incontro nel porto con profughi e volontari, poi la messa pasquale a Camini, piccolo paese simbolo di integrazione. Perché nella Locride non è solo Roccella Jonica ad accogliere. Così i volontari e i mediatori culturali operano anche a Ardore, Caulonia, Siderno e Stilo, in collaborazione con le amministrazioni comunali e altre associazioni. «Come Chiesa abbiamo offerto la nostra collaborazione anche con strutture che avevamo disponibili per questo scopo - aggiunge il vescovo -. È un'accoglienza che parte dalla gente. È tutto un popolo che si muove, che vede nell'accoglienza un aspetto bello, una sfida in un contesto in cui tante volte il migrante è visto come un nemico». Davvero "un popolo per tutti". (Antonio Maria Mira)  

Tragedia sfiorata a Roccella: barca si incaglia, tutti salvi

9 Giugno 2023 - Milano - Mentre l'Italia si fa in quattro per salvare vite, dall'altra parte del Mediterraneo arriva l'ennesima denuncia. «Il rimpatrio forzato è una pratica comune purtroppo nel Mediterraneo centrale con il supporto dell'Italia e dell'Unione europea», commenta Medici senza frontiere le immagini postate sui social che riprendono un'imbarcazione con cinquanta migranti a bordo intercettata e bloccata dalla guardia costiera libica nel Mediterraneo centrale. I migranti sono stati trasbordati sulla motovedetta del paese nordafricano e successivamente l'imbarcazione sulla quale viaggiavano è stata incendiata. Medici senza frontiere si trovava in zona con la nave Ong Geo Barents. Intanto in Calabria poteva essere una tragedia come quella di Cutro, invece si è risolto tutto per il meglio. E i 78 migranti che erano a bordo del veliero che la scorsa notte si è incagliato in una secca di sabbia a circa 100 metri dalla riva a Brancaleone, in Calabria sono stati tutti messi in salvo. Raggiunti dai militari della Guardia Costiera di Roccella Jonica e della Guardia di Finanza sono stati trasferiti sulla motovedetta della Capitaneria di Porto che li ha condotti in sicurezza nel porto della cittadina della Locride. Tra le persone soccorse, di nazionalità afghana, pachistana e iraniana, figurano una ventina di donne, tra cui due in avanzato stato di gravidanza e due diabetiche e una quindicina di bambini, tra cui due neonati. Il natante con a bordo i 78 migranti sarebbe partito nella notte tra sabato e domenica scorsi dalle coste della Turchia. Un'altra imbarcazione con a bordo un centinaio di migranti e partita dalla Libia, viene nelle stesse ore, data in difficoltà. Si tratta, secondo Alarm Phone, di un gommone in condizioni di instabilità. E sempre la notte scorsa, sono arrivati a Lampedusa, a bordo di un motopesca stracarico altri 252 migranti, tutti uomini (tra cui 5 minori). Si trovavano a bordo di un peschereccio è stato intercettato a circa 15 miglia dall'isola. A renderlo noto è sempre Alarm Phone che il giorno prima aveva ricevuto una richiesta di aiuto dal motopeschereccio che stava imbarcando acqua e con cui poi aveva perso i contatti. Ma l'elenco degli arrivi delle ultime ore non finisce qui: perché sempre a Lampedusa, subito dopo, l'arrivo dei 252, altri 41 migranti sono approdati sulla più grande delle Pelagie. Tra loro anche cinque minori non accompagnati. Dopo le formalità di rito sono stati condotti nell'hotspot di contrada Imbriacola. (D.Fas. - Avvenire)

S-cambiamo il mondo: l’altro e i diritti attraverso il cinema a Roma

8 Giugno 2023 - Roma - Unendo la forza dell’immagine all’emozione di una storia, prestandoci lo sguardo di un personaggio e amplificando l’empatia con la musica, il cinema è un modo perfetto per conoscere l’altro, anche se l’altro è straniero, se proviene da luoghi lontani, se ha esperienze e saperi diversi. Il cinema è un modo perfetto anche per dare corpo all’idea astratta di diritto umano, perché fa vedere quanto è essenziale garantirlo, e le conseguenze di quando è calpestato, che ciò avvenga dall’altra parte del mondo o nelle nostre stesse città.
Se ne accorgerà chi passerà da Villa Borghese a Roma il prossimo fine settimana, entrerà nella Casa del Cinema rinnovata, che inaugura in questi giorni la sua nuova stagione, e prenderà parte alla rassegna dal titolo S-cambiamo il mondo – Per i diritti di tutti. L’iniziativa è un preziosissimo appuntamento fisso, il sesto quest’anno, sostenuta dalla Fondazione Migrantes e patrocinata dalla Regione Lazio, da Amnesty International e dall’Alto commissariato ONU per i rifugiati tra gli altri. La organizza DUN-Onlus, associazione nata nel 2015 per offrire supporto psicologico a chi migra in Italia, che da allora coltiva il dialogo interculturale, anche attraverso l’arte e il cinema in modo particolare. Il programma di quest’anno, curato dalla fondatrice e presidente di DUN, la psicologa e psichiatra Barbara Massimilla, avrà al centro due concetti basilari eppure non scontati, la relazione e la vita, declinati nelle molte forme dello scambio interpersonale e della lotta per il diritto ad esistere, dell’individuo o di un popolo intero. Il messaggio passerà da tanti linguaggi diversi, quante sono le opere scelte, tutte accomunate da uno sguardo attento sul presente: dall’esperimento del cortometraggio Intrecci, della stessa Massimilla, a Nezouh di Soudade Kaadan, una fiaba di guerra ambientata in Siria; dalla cronaca commovente dei fratelli Dardenne in Tori e Lokita, storia di due bambini alle prese con la legge dell’immigrazione, alla viva voce di chi ha camminato la rotta balcanica, nel docufilm “Trieste è bella di notte” di Calore, Collizzolli e Segre; e ancora, da una parte all’altra del mondo, Argentina 1985 di Santiago Mitre e Leila e i suoi fratelli di Saeed Roustayi. Le riflessioni saranno affidate agli incontri, tra una proiezione e l’altra: interverranno tra i molti Monsignor Pierpaolo Felicolo, direttore generale della Fondazione Migrantes, Riccardo Noury di Amnesty International, le attiviste Ziba Gul, afghana, e Zahra Tawfiq, iraniana. Le due giornate saranno arricchite dall’esposizione delle creazioni dei laboratori di DUN, frutto dell’incontro tra culture che l’associazione mette in pratica ogni giorno, dalla moda alla musica. Sabato 10 e domenica 11 giugno, dalle 15 in poi, con ingresso libero.

Vangelo Migrante: Domenica 11 giugno – Corpus Domini

8 Giugno 2023 -
Celebriamo oggi la Festa del Corpus Domini, festa della presenza del Signore in mezzo a noi attraverso il Sacramento dell’Eucarestia. Nella Prima Lettura l’Eucarestia è prefigurata da un pane non conosciuto che il popolo deve scoprire attraverso un cammino nel deserto, un cammino che ha tre note: >     la nota della memoria, per non dimenticare quello che il Signore ha fatto e che il popolo si sarebbe perso senza il Signore; >    la nota della manna, cioè “nel dono” per ricordarsi che l’uomo non vive di solo pane, ma di quanto esce dalla bocca del Signore, una Parola che ritorna nel Vangelo delle Tentazioni che abbiamo proclamato nella Prima domenica di Quaresima; >     la nota della liberazione, dove Dio ha fatto scaturire il dono, anche da dove sembrava che non ci fosse. Da questa Prima Lettura poi scaturisce il Vangelo in cui Gesù dice che “Lui è il pane vivo, disceso dal cielo”, e il pane che Lui dà è pane che dà vita in eterno, e la sua carne per la vita del mondo. Scoprire, quindi, il cibo che non sorge dalla terra; c’è un cibo, infatti,  che viene dalle nostre forze e un cibo che ci viene dal rapporto con il Signore. L’Eucarestia ci mette dentro Dio, un Dio che si fa pane e che il popolo non accetta. Di solito, infatti, noi stiamo davanti a Dio con le proiezioni delle nostre delusioni, perché purtroppo sperimentiamo che nella vita tutto si paga e si merita e se c’è qualche boccone devo strapparlo agli altri, ma non è certo un dono. L’Eucarestia è Grazia e Dono, non è una pretesa. Tanto più accogliamo il Suo dono, tanto più diventiamo generosi: diventiamo cibo; diventiamo, come suol dirsi, buoni come il pane. Quando rimaniamo infantili pensiamo solo a noi stessi e a come gli altri ci possono nutrire, ma quando passiamo alla vita adulta si pensa agli altri e si diventa pane. Nell’Eucarestia viviamo per donare. L’Eucarestia ci rende abili a vivere per donare, riceviamo quanto ci serve per donare. Il problema non è essere forti o essere bravi, ma unirsi a Dio. Non è vivere solo di esigenze, ma vivere del dono del Padre attraverso il quale viviamo in eterno. Possa il Signore donarci, per l’Eucarestia, lo stesso amore del beato Carlo Acutis che la definiva proprio la sua “Autostrada per il cielo”. (Francesco Buono)

Arte madonnara: domani la conclusione di un progetto per ragazzi cristiani e musulmani

8 Giugno 2023 - Roma - Si concluderà domani a Rivarolo Mantovano il corso di arte sacra per ragazzi sia cristiani e sia musulmani sotto la direzione di Marco Soana e di Giulia Bettinelli dell’associazione “Rodomonte Gonzaga” impegnati nell’insegnamento dell’arte madonnara. Alla conclusione del progetto è prevista la presenza del direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo. Al corso hanno partecipato quindici ragazzi sostenuti, tra gli altri, dalla Migrantes nazionale. Obiettivo del corso quello di “creare – ha detto Marco Soana -  cioè con l’insegnamento dell’arte antica unione e dialogo tra religioni diverse. La volontà era quella di trovare spirito di aggregazione, per poterci così conoscere meglio”. Le icone – ha detto don Paolo Tonghini di New Tabor che ha sostenuto il progetto -  ricorda “come sono molto legate all’arte bizantina, dunque all’oriente e ai nostri fratelli ortodossi. Questo significa non solo insegnare un’arte e una tecnica molto antiche, che peraltro mettono a dura prova la pazienza di ragazzi molto giovani, ma anche la possibilità di aprire a nuove religioni, magari anche in futuro”. (R.Iaria)