Mons. Perego: “sui migranti si fa un passo indietro”

11 Giugno 2023 – Roma – “Certo da una parte è positivo che i ministri dell’Interno europei, che non si vedevano e non ragionavano su queste tematiche dal 2015, abbiano ripreso una riflessione sull’agenda europea su immigrazione e asilo. Ma, dall’altra, siamo di fronte a un evidente passo indietro con questa proposta che dovrà poi essere valutata dal parlamento di Strasburgo, anche se non c’è un vento politico che faccia sperare in una revisione migliorativa. Ammesso che si riesca a votarla prima delle elezioni del 2024. Vedo un passo indietro sulla costruzione della solidarietà europea Poi sui problemi fondamentali non si sono date le risposte”. Lo ha detto, in una intervista al quotidiano “Avvenire” mons. Gian Carlo Perego, presidente della fondazione Migrantes, sull’accordo sui migranti raggiunto a fatica nei giorni scorsi dai ministri europei e che verrà sottoposto dalla Commissione di Bruxelles al Parlamento europeo. Tra i problemi mons. Perego cita l’accoglienza: “in termini di richiesta e concessione dell’asilo la responsabilità è di tutti i Paesi membri, mentre quelli del gruppo di Visegrad selezionano i richiedenti. Ci sono poi Paesi che portano un peso maggiore rispetto agli altri. Certamente non l’Italia, visto che siamo al 14° posto. Nonostante il milione e duecentomila persone passate da qui, il nostro Paese fino ad oggi non è stato un centro di accoglienza ma un luogo di transito per il 90%. Semmai Roma ha una grossa responsabilità nella valutazione del diritto di asilo, perché sul tema della gestione siamo al punto di partenza e le procedure restano vergognose. Non c’è nulla di nuovo sui salvataggi in mare e non sfugge che, dopo aver gridato contro Londra per l’invio in Ruanda di rifugiati e richiedenti, di fatto l’Ue proponga la stessa cosa, rimandare indietro con procedure accelerate in Paesi terzi presunti sicuri come Nigeria, Costa d’Avorio e Tunisia le persone sbarcate senza dare loro una vera tutela. Oppure rimandarle nel Paese dove le persone sono transitate o si sono fermate almeno un anno. Questo è poco rassicurante”. Per il presidente di Migrantes manca, a livello europeo, una agenda migratoria comune e c’è “purtroppo una visione ideologica che si diffonde nel contesto europeo, una cultura che mette in discussione le radici europee in materia di asilo, diritto presente in modo fondamentale in tutte le costituzioni degli stati membri”.