La pirateria: un “business” lucroso e in crescita

Roma – «La pirateria, purtroppo, si sta rivelando un business lucroso, che aumenta man mano che s’incrementano gli introiti derivanti dai riscatti».

 
È l’analisi dell’Ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, Comandante della Squadra navale italiana, sulla piaga degli abbordaggi ai mercantili e alle petroliere che incrociano al largo delle coste africane. Attualmente, secondo le statistiche raccolte dal Piracy reporting centre dell’International Maritime Board (Imb), attualmente sarebbero più di una ventina le navi tenute sotto sequestro dai pirati somali, con una moltitudine – almeno 600 marinai e ufficiali – di ostaggi. Ieri, la liberazione dei marittimi danesi è giunta come una buona notizia. Ma la quiete sarebbe solo apparente e dovuta al momento, secondo l’ammiraglio italiano, alle pessime condizioni meteo: «Ora ci sono i monsoni e quindi gli attacchi sono diminuiti, ma temo che riprenderanno quando le condizioni del mare torneranno ad essere buone…», ipotizza.
A chi invoca una maggiore vigilanza delle navi militari della Nato e dell’Unione Europea davanti alle coste somale l’alto ufficiale non replica direttamente, ma preferisce evidenziare come si tratti di un’impresa proibitiva: «La zona di mare da controllare è molto ampia e ci vorrebbero parecchi mezzi per farlo in modo capillare, senza contare che per intervenire con la forza ci vuole l’evidenza del reato, non basta il sospetto. Noi siamo anche pronti ad imbarcare i fucilieri della Marina sui mercantili quando ci sarà la copertura legale». E dal Ministero della Difesa, è lo stesso Ministro La Russa a far capire che, nelle situazioni di sequestro già in atto, il governo preferisce per ora adottare la linea soft, anche se laboriosa e impervia, delle trattative – a volte affidate all’armatore – rispetto alle maniere brusche per liberare gli ostaggi: «Seguiamo queste situazioni, ma non possiamo tentare blitz che mettano a rischio gli ostaggi. In un paio di occasioni, una anche in Somalia, siamo stati sul punto di intervenire: avevamo approntato tutto, ma poi le cose si sono risolte in altra maniera». (V.R.S. Avvenire)