Germania-Belgio: concluso il convegno delle MCI

Pubblichiamo il testo integrale del comunicato finale

Simmern – Gli operatori pastorali delle Missioni Cattoliche Italiane in Germania e Belgio, riuniti al centro Berg Muriah (Simmern/Ww) nei giorni 19 – 23 settembre 2011 per il proprio Convegno Nazionale, si sono confrontati sul tema proposto per il 2011 (Credere oggi: a che punto siamo?) dal piano pastorale quinquennale della Conferenza Episcopale Tedesca con la lettera alle Comunità del 17.03.2011.

 
Le comunità cattoliche italiane, con i loro centri operativi le “Missioni”, coscienti di non essere realtà estranee ma parte integrante di questa chiesa in Germania e in Benelux, hanno accolto positivamente il processo di dialogo aperto dai Vescovi tedeschi all’interno della Chiesa, come pure il programma tematico. Vi vogliono inoltre partecipare in modo attivo, coinvolgendole le proprie comunità.
In questo primo appuntamento al Berg Muriah (Simmern/ww) hanno aiutato e stimolato la riflessione la relazione del direttore spirituale del comitato centrale dei cattolici in Germania (ZdK) Stefan-Bernhard Eirich su “Il percorso di dialogo della Chiesa in Germania nell’attuale situazione di transizione” e quella del Prelato Franz Josef Gebert della diocesi di Treveri su “Germania, paese di missione: nuovi fermenti ecclesiali”.
La relazione del Delegato Nazionale don Pio Visentin, elaborata con il contributo dei delegati di zona, ha orientato e focalizzato l’attenzione sulla situazione delle comunità italiane in Germania. Anche i gruppi di studio si sono poi chiesti: A che punto è il processo di inserimento e di collaborazione con la chiesa locale? Quale pastorale viene portata avanti: quella della continuità con il passato o la ricerca di nuovi approcci alla fede e alla vita ecclesiale? In questo periodo di crisi e di transizione non solo all’interno delle comunità di fede, quali segnali di speranza e di futuro vengono intravisti e sostenuti? Quale evangelizzazione anima i singoli e le comunità, come mentalità che deve precedere, orientare e animare i momenti educativi, quelli liturgici, e il servizio ai fratelli?
Queste alcune conclusioni a cui siamo arrivati.
Le Comunità di altra madrelingua sono una realtà piccola ma vitale e importante della Chiesa in Germania. Hanno sostenuto, aiutato e accompagnato la fede di migliaia di connazionali ed è auspicabile che questo impegno ecclesiale non venga meno là dove lo si ritiene ancora attuale e necessario. E’ chiaro che ciò dovrà avvenire nelle forme possibili e che dovrà essere assunto sempre più dagli operatori pastorali della chiesa locale.
Sono note le difficoltà che questo processo comporta sia dentro il sentire delle persone protagoniste, come nella fissità di certe strutture e tradizioni. Un motivo in più perché avvenga nella reciprocità, nella solidarietà, nell’adeguamento ai tempi necessari. Non può essere un processo a senso unico. Occorre che alla volontà di partecipazione – compito delle Missioni sostenerla e stimolarla -, corrisponda una mentalità di accoglienza, di rispetto e valorizzazione delle diversità e delle identità religiose. Se è vero che la Pentecoste è la festa della diversità che si incontra restando tale, le comunità “diverse” possono contribuire enormemente a quel rinnovamento (Aufbruch) a cui aspira la Chiesa in Germania.