La voce degli emigrati

La stampa cattolica italiana in Europa questa settimana

Roma – Il censimento degli italiani all’estero, la volontà di partecipare alle vicende nazionali, la lettera di un rifugiato palestinese che si è visto respingere la cittadinanza italiana, la giornata dei mass media a Sciaffusa (Svizzera). Questi alcuni degli argomenti su cui si concentrano gli editoriali dei giornali cattolici italiani in Europa (Gcie), aderenti alla Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici). In Europa le Missioni cattoliche sono 160, con circa 300 missionari (molti in età avanzata). Alcune delegazioni nazionali e Missioni hanno ultimamente investito nella comunicazione ecclesiale, scegliendo di aderire alla Fisc e costituendo una propria delegazione. Ne fanno parte “Migranti-press” (Fondazione Migrantes – Italia), “Il Corriere degli Italiani” (Svizzera), “Corriere d’Italia” (Germania), “Nuovi Orizzonti Europa” (Francia, Belgio, Lussemburgo), “La Voce degli Italiani” (Inghilterra) e “Webgiornale.de” (Germania). Si tratta per lo più di mensili che uniscono all’uscita cartacea newsletter settimanali e aggiornamenti on line sui rispettivi siti.

 
Il censimento degli italiani all’estero. È partito “nel più assoluto silenzio il 3° Censimento generale degli italiani all’estero”, osserva Webgiornale.de (Germania). “Rispetto alla rilevazione nazionale, quello scattato all’estero rappresenta un più raffinato sistema di verifica degli italiani non più residenti nella penisola”. “In questi ultimi dieci anni – ricorda – si sono trasferiti all’estero 400 mila connazionali. Secondo l’ultimo censimento di loro pertinenza, gli italiani nel mondo sono così distribuiti: Europa 55,3%, Mediterraneo e Medio Oriente 0,7%, Asia e Oceania 3,5%, Americhe 39,4%, Africa Sub-Sahariana 1,1%. Per un totale di stabili presenze all’estero di 3.919.110 individui. Entrando nello specifico, che non vuole essere una mera curiosità, la nostra comunità più numerosa è in Germania con 596 mila presenze. In Argentina siamo 496 mila, negli Stati Uniti 193 mila, in Sud Africa 35 mila e in Australia 91 mila. Questa la situazione prima del nuovo censimento”. Emigranti e partecipazione. “Oggi, per una serie di trasformazioni sociali favorite anche da processi di rientro sempre più numerosi, gli italiani nel mondo, indipendentemente dalla loro età anagrafica, aspirano a partecipare in modo più diretto alla vita del loro Paese”, riflette Giorgio Brignola, direttore responsabile della Voce degli Italiani (Inghilterra). “In questo primo decennio del nuovo millennio – prosegue – gli italiani all’estero sono nelle condizioni d’affrontare la quarta fase della loro presenza oltre confine. Superata, a pieno titolo, la fase d’integrazione, ora c’è da curare quella del loro reinserimento politico nelle nostre questioni nazionali con un’ottica non più campanilistica, ma di portata internazionale. Anche se l’epopea nazionalista è inesorabilmente finita, restano da tutelare le nostre radici socio/culturali all’estero ed essere politicamente pronti ad assumere più specifiche responsabilità sul futuro della penisola. La parola d’ordine è ‘partecipazione’. I connazionali all’estero fanno parte dell’Italia con gli stessi diritti e doveri dei residenti”.
Cittadinanza respinta. Il Corriere d’Italia (Germania) riporta sul proprio sito (www.corritalia.de) la lettera di un rifugiato palestinese, residente in Italia da 12 anni, interprete di arabo per il Tribunale, che si vede rigettare la richiesta di cittadinanza in nome del pacchetto sicurezza, con la motivazione che “non ha raggiunto un grado sufficiente d’integrazione”. “Mi sento ingiustamente privato – scrive il rifugiato – del diritto ad avere una cittadinanza (sono rifugiato politico, senza alcuna cittadinanza dalla nascita, non riconosciuto apolide essendo palestinese)”. “La condizione d’incertezza in cui sono costretto a sopravvivere mi logora giorno per giorno, impotente e senza possibilità di confronto diretto con chi deve decidere del mio futuro e della mia libertà e dignità personale”; “non pretendo che la cittadinanza mi venga ‘regalata’ ma chiedo che mi venga concessa avendone i requisiti oltre alla reale necessità di averne una”.
La giornata della stampa cattolica. “La comunità di lingua italiana di Sciaffusa, da anni, riporta nel calendario delle sue attività una giornata dedicata alla conoscenza e sostegno della stampa cattolica, favorendo il ‘Corriere degli Italiani’, unico settimanale in Europa a servizio delle Missioni italiane”. È quanto ricorda Antonio Spadacini, direttore del Corriere degli Italiani (Svizzera), “un giornale che non ha i numeri, le risorse e la forza di gareggiare con i grandi network, sebbene non demorda nel voler presentare ‘la cultura della sapienza, della speranza e della gioia’: valori tanto cari al magistero della Chiesa, a cui facciamo riferimento”. “I giornali cattolici – annota Spadacini – hanno il compito di unire le persone e non di dividerle tra loro; obiettivo, peraltro, condiviso da tutti i giornalisti a cui sta a cuore la solidarietà”. “In campo pastorale, così vario e spesso contradditorio nell’affrontare le problematiche quotidiane, i giornali – aggiunge – possono far nascere vere collaborazioni e amicizie in cui le differenze incoraggiano la creatività e il dialogo, intensificando le sinergie e le collaborazioni”.