Domenica 23 ottobre don Luigi Guanella sarà santo. Originario di Fraciscio di Campodolcino, nella valle di S. Giacomo, in diocesi di Como, don Guanella è stata una delle figure più intelligenti della storia della carità tra la fine dell’800 e i primi anni del ‘900. Nel Collegio Gallio di Como Luigi compie gli studi di grammatica e di umanità, con grande passione e intelligenza. Qui conosce il chierico Scalabrini, futuro vescovo di Piacenza, fondatore dell’Opera di S. Carlo per gli Emigranti noti come scalabriniani. Fra di loro fiorì un’amicizia tanto più sentita, quanto più basata sulle nuove e grandi prospettive apostoliche. Giovane prete don Luigi visse il dramma di due zii, fratello e sorella del padre, costretti a partire per Bristol dopo il crollo dell’economia della Valtellina, per l’apertura dei due trafori del Gottardo e del Moncenisio. Nel 1875 si presentò a don Giovanni Bosco, dopo aver conosciuto e apprezzato il suo lavoro pastorale a favore degli emigranti in Argentina e nelle Americhe. Rimase a Torino tre anni e poi rientrò in Diocesi. Dalla Valtellina, fine dell’800, molte altre persone e famiglie partirono per le Americhe prima e per l’Europa poi. Dopo aver fondato nel 1886 la Casa della Divina Provvidenza e aver ottenuto l’approvazione di una comunità di suore, e dopo aver fondato una comunità di presbiteri e fratelli – i Servi della carità – nel 1896, Don Luigi, anche stimolato da Pio X, pose una particolare attenzione pastorale al dramma dei migranti, aprendo case e chiese in Svizzera e negli Stati Uniti. Interessante fu il suo impegno anzitutto in Italia, per creare condizioni economiche e opportunità lavorative per evitare il drammatico fenomeno della partenza di molte famiglie. Nel 1900 pensò una sorta di cittadella agricola, la colonia agricola di Nuova Olonio, sorta grazie all’opera di bonifica del Pian di Spagna intrapresa dal Guanella e all’aiuto degli emigranti comaschi in Argentina. Nel dicembre 1912, accompagnato dal superiore degli scalabriniani P. Vittorio Gregori, don Guanella fu negli Stati Uniti. Il 31 dicembre, da New York, don Guanella scrive ai suoi confratelli: “Fiacchezza e timidità nostra non esser venuto qui almeno dieci anni prima. Il desiderio lo si aveva ancor prima di dieci anni fa, ma bisognò aspettare dall’alto la chiamata”. Da New York don Guanella si spostò a Providence, una città dormitorio di 175.000 emigranti italiani, tedeschi, irlandesi, polacchi e poi a Baltimora, Boston, Washington, Cincinnati, S. Louis, Chicago, Buffalo. Il 3 maggio del 1913, sei suore della Divina Provvidenza, accompagnate dal suo grande amico Aristide Leonori, partiranno per Chicago. L’opera pastorale tra gli emigranti delle suore guanelliane da Chicago si estenderà negli Stati Uniti, con numerose attività sociali a favore degli emigrati italiani.
All’inaugurazione della mostra alla Camera dedicata al beato don Guanella, il Presidente della Camera, on. Gianfranco Fini, disse: “Don Guanella fu un sacerdote globale -diremmo sempre oggi- che ha attraversato non solo l’ Italia ma anche l’Europa e gli Stati Uniti d’America, andando in aiuto anche degli italiani emigrati, e lasciando ovunque andasse il suo segno con opere tangibili – case-famiglia, case per anziani, ospizi, scuole- e insegnamenti morali e intellettuali. E aver memoria dell’emigrazione italiana significa – o dovrebbe significare – rispetto per gli immigrati che oggi sono nel nostro Paese” (Camera dei Deputati, 14.4.2010).



