Roma – Un incontro che ha riunito le varie realtà ecclesiali che lavorano con i migranti, per “favorire una maggiore coesione, pur rispettando le specificità, e affrontare nel modo migliore il fenomeno migratorio”. Così mons. Vittorio Nozza, Direttore di Caritas italiana, ha spiegato al SIR gli obiettivi del seminario su “Chiesa e immigrazione”, in corso questa mattina a Roma. Riuniti intorno al tavolo le principali realtà che si occupano di questi temi: la Fondazione Migrantes, le Acli, la Comunità di S. Egidio, le religiose dell’Usmi, il Centro Astalli, Missio. La Caritas è impegnata sul territorio nell’accoglienza, in piccoli gruppi, di migliaia di profughi dal Nord Africa, in 62 Caritas diocesane, con molte difficoltà derivanti dalla “non definizione di uno status giuridico”.
“Questo mette in difficoltà tante Caritas – ha affermato mons. Nozza -, che non sanno se devono lavorare sull’inserimento sociale e lavorativo o se la prospettiva è quella del rimpatrio”. La Caritas torna a chiedere, perciò, “la concessione di permessi temporanei, per cominciare a mettere in atto azioni concrete nei confronti di questi migranti”. Don Gianni Cesena, Direttore dell’Ufficio nazionale di cooperazione missionaria fra le Chiese, ha poi sottolineato “la necessità di collaborazione tra Chiese dei Paesi di accoglienza e di origine”. (SIR)



