Roma – “I nostri figli sono nati in Italia e per noi è difficile consegnare una tradizione”: così un papà ghanese, residente a Vicenza, ha testimoniato la motivazione per cui ha scelto una scuola cattolica per i figli, nonostante i sacrifici che richiede alla famiglia.
“Investono in quella che pensano essere la scelta migliore per il futuro dei propri figli – ha commentato il Presidente dell’AGESC (Associazione Genitori Scuole Cattoliche) Maria Grazia Colombo – vogliono che i loro bambini non perdano la propria identità, e un ambiente scolastico con un chiaro ideale insegna la tolleranza più di uno cosiddetto ‘neutrale’, perché il nulla può generale solo violenza”.
Quanti sono i genitori stranieri immigrati in Italia che fanno questa scelta? La domanda nasce dalla lettura di una notizia (agenzia Dire ) che, commentando la presentazione dell’ultimo “Rapporto sugli alunni con cittadinanza non italiana” del ministero, affermava che “nelle scuole private i bambini stranieri sono pochi”, anche se in realtà il “Rapporto” non riportava alcun dato sul fenomeno essendo solo una sintesi.
Qual è la situazione reale? I dati esistenti non sono di facile lettura, ma qualcosa è possibile rilevare pur senza nessuna pretesa di completezza. Fra il 2004 ed il 2009, secondo i dati del ministero, gli alunni stranieri nelle paritarie sono cresciuti del 48,8%. Riferendoci solo al segmento più grande della scuola non statale, quello dell’infanzia, si rileva che la paritaria, rappresentando il 39% di tutti i bambini fra 3 e 6 anni, ospita il 35% degli stranieri di questa età. Visto che la scuola paritaria, purtroppo, costa alle famiglie molto più di quella statale, questi dati confermano la volontà dei genitori immigrati di sostenere gravi sacrifici per una scelta motivata; d’altra parte è noto che le stesse scuole paritarie vengono incontro a chi è più in difficoltà economica.
Esaminiamo i dati del Centro studi per la scuola cattolica (XII Rapporto): nella sola scuola paritaria cattolica gli aumenti degli alunni non italiani fra 2004 e 2009 risultano ancora più alti: scuola dell’infanzia + 99%, primaria + 109%, secondaria di primo grado + 112%. Negli istituti superiori l’aumento è stato del 42%, ma bisogna sommare i Centri di formazione professionale di ispirazione cristiana: la formazione professionale iniziale non è purtroppo diffusa in tutte le regioni, ma gli studenti stranieri che la frequentano rappresentano un’alta percentuale, ad esempio in Lombardia sono il 15% dell’utenza rispetto al 5,8% delle superiori statali. (Avvenire)



