Bruxelles – Anche la comunità italiana di Bruxelles, sia in ambito istituzionale che associativo, ha dato il proprio contributo ai festeggiamenti dei 150 anni dell’Unità d’Italia.
Tra i numerosi eventi vogliamo ricordare la conferenza di Anita Garibaldi, del 21 gennaio 2011, storica, ricercatrice e pronipote di Giuseppe Garibaldi, “I Garibaldi. L’epopea di una famiglia nella Storia d’Italia”, organizzata dalla Società Dante Alighieri – Comitato di Bruxelles, in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura e l’Associazione Giuseppe Mazzini. Presentando la figura fondamentale della storia risorgimentale rivelandone gli aspetti storici e soprattutto quelli legati alla vita familiare ha collocato Giuseppe Garibaldi all’inizio di un percorso ereditato dalla famiglia. È senz’altro interessante sentire raccontare la Storia non solo quella fatta di avvenimenti tramandati poi alla posterità, ma anche quella legata alla quotidianità, agli aneddoti familiari trasmessi di padre in figlio che fanno sentire, soprattutto nell’ambito della ricorrenza del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia, la Storia più vicina al presente e meno percepita come storia di “altri tempi”. Una testimonianza di questo tipo sarebbe stata molto proficua ed accattivante per gli apprendenti di italiano in ambito scolastico, non solo per quelli che vivono in contesto migratorio per i quali risulterebbe un modo diretto di avvicinarsi alla Storia del Paese delle proprie origini, come possono essere i racconti dei genitori o dei nonni, ma sarebbe stata sicuramente interessante anche per gli apprendenti nativi in territorio metropolitano, soprattutto in questo anno commemorativo. Anita Garibaldi stessa ha avuto la testimonianza diretta dalla nonna inglese che ha assistito Giuseppe Garibaldi a Caprera negli ultimi diciotto mesi della vita dell’eroe risorgimentale.
Altro evento che vogliamo ricordare la mostra, fatta di immagini e di scritti, “La Toscana nell’Età del Risorgimento” del 14 aprile 2011, organizzata dalla Regione Toscana, Assessorato regionale ai Rapporti con le comunità dei Toscani all’estero in collaborazione con la Cancelleria Consolare di Bruxelles. La mostra ha posto l’accento sul ruolo che la Toscana ed i Toscani ebbero nel processo dell’Unificazione nazionale italiana. Firenze e la Toscana contribuirono in modo determinante alla formazione culturale della nascente Italia anzitutto attraverso la diffusione della lingua italiana. A vocazione cosmopolita ed europea, Firenze capitale fu la culla della multiculturalità del tempo.
Da ultimo segnaliamo la Conferenza “Bergamo Città dei Mille nel Risorgimento” dell’8 novembre 2011 di Claudio Pelis organizzata dal Circolo di Bruxelles dell’Ente Bergamaschi nel Mondo presso la Delegazione di Bruxelles della Regione Lombardia. Il prof. Pelis ha sottolineato il ruolo di Bergamo nella spedizione dei Mille con la partecipazione di centinaia di garibaldini bergamaschi, molti giovanissimi, al processo di unificazione dell’Italia. Ciò giustifica l’appellativo “Città dei Mille” che il 20 gennaio 1960 il Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi ha concesso a Bergamo, la principale città che ha fornito volontari garibaldini, su richiesta della città stessa facendo riferimento alla lettera di Garibaldi, inviata al primo sindaco di Bergamo Giovanni Battista Camozzi, attestante che Bergamo è la città italiana che con più figli ha gettato più ferro sulla bilancia liberatrice. In effetti Garibaldi andava spesso in terra bergamasca, a Bergamo, città che adorava e a Lovere dove tenne per qualche tempo il suo Quartier Generale.
Durante la conferenza è stato distribuito un dossier con alcuni articoli della stampa bergamasca tratti dal quotidiano L’Eco di Bergamo e dal quindicinale Araberara (periodico di informazione della Valle Seriana, Val di Scalve, Alto e Basso Sebino, Lago di Endine, Val Cavallina, Val Calepio, Bergamo) riguardanti la partecipazione bergamasca all’epopea garibaldina. Alcuni articoli hanno evidenziato il ruolo di Gandino e della sua antica tintoria dove furono tinte le camicie scarlatte dei Mille. In occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia sono state riprodotte 150 camicie garibaldine edizione 2011, su un campione del 1860, con un ricamo del logo realizzato con filato anticontraffazione, il cui prototipo n. 001 è destinato al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il lungo articolo di Araberara ha presentato la lista dei Bergamaschi nei Mille (1.089 per la precisione), molti dei quali arruolati nell’ 8a “Compagnia di ferro” dei Bergamaschi, delineando di alcuni di essi, provenienti dalla provincia di Bergamo, una biografia con curiosità legate a Giuseppe Garibaldi. Tra questi quelli definiti lo “scudo” di Garibaldi, la “tromba” di Garibaldi e numerosi fedelissimi del Generale. A conclusione della conferenza, interessante è stata anche la visione delle caricature Quando l’Italia calzò lo Stivale raccolte dal Museo della Satira e della Caricatura di Forte dei Marmi in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia.
Celebrazioni quindi, in Italia e nelle comunità italiane all’estero, che hanno visto una partecipazione popolare al di là di ogni aspettativa ripercorrendo le tappe del processo storico che hanno fatto dell’Italia “Una e indivisibile” come racconta il Presidente della Repubblica Napolitano nel suo recente libro: “L’ampio successo delle celebrazioni va messo in relazione col bisogno di ritrovare motivi di dignità e di orgoglio nazionale”
L’anno 2011 ha cosí segnato un importante momento storico per il popolo italiano legato alla ricorrenza del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. (S. Scandella)



