Roma – Sono 40 le persone finora tratte in salvo sulle coste brindisine, quasi tutti minorenni provenienti da Afghanistan, Iraq e Pakistan. All’appello mancano 30 uomini, che vanno ad aggiungersi ai tre corpi senza vita purtroppo già ritrovati nelle scorse ore.
Benché sia viva la speranza che i dispersi siano riusciti a raggiungere la terraferma e a fuggire nelle campagne, ciò “non allevia la gravità dell’ennesima tragedia in mare”, si legge in una nota del Centro Astalli dei gesuiti.
Padre Giovanni La Manna, Presidente del Centro, esprime “un profondo cordoglio” per quanto accaduto sulle coste di Carovigno: “il rammarico e l’indignazione per queste nuove vittime vanno ad aggiungersi a una forte preoccupazione, quella di dover continuare ad assistere impotenti ad altre tragedie simili. L’instabile situazione economica e politica che sconvolge il Medio Oriente e il Nord Africa sarà inevitabilmente scenario di altre fughe disperate”.
I Paesi Europei – spiega il religioso – hanno “il dovere, anche in un difficile momento come quello che stiamo vivendo, di non cancellare dalla propria politica il tema dei diritti umani e della salvaguardia della vita. Oggi più che mai, con le condizioni climatiche aggravate dall’inverno in arrivo, si fa urgente la necessità di aprire canali di ingresso regolari e di attuare nuove politiche di accoglienza che, dopo anni di buio, siano capaci di umanità e solidarietà.”



