Roma – Nel 2011 i flussi migratori dalla Tunisia e dalla Libia, causati dall’inasprirsi delle tensioni in questi territori, lo scoppio della guerra civile e il successivo intervento militare internazionale in Libia hanno determinato un significativo aumento degli sbarchi di migranti, dopo la forte contrazione registrata nel biennio 2009/2010 (poco più di 13.900 unità nel biennio rispetto ai 37.000 del 2008). Secondo fonti del governo italiano dall’inizio dell’anno a settembre 2011, sono stati 60.656 i cittadini stranieri giunti via mare e sbarcati sulle nostre coste (in particolare 51.596 sulle isole Pelagie). Mentre durante il primo semestre del 2011 sono state registrate 10.860 domande di asilo, con un incremento del 102% rispetto allo stesso periodo di riferimento del 2010. Lo evidenzia il Rapporto Sprar 2010/2011 con una breve istantanea all’emergenza determinata negli ultimi mesi dal massiccio arrivo via mare di richiedenti asilo in fuga dal Nord Africa. Questo incremento di sbarchi e di domande di protezione hanno anche avuto significative ricadute sull’apparato dell’accoglienza per Rifugiati e Richiedenti asilo nel nostro Paese determinando una diversificazione degli interventi e una stratificazione dei sistemi di accoglienza.
Infatti, a seguito dell’emanazione di un Dpcm del 12 febbraio 2011, che ha dichiarato “lo stato di emergenza nel territorio nazionale in relazione all’eccezionale afflusso di cittadini appartenenti ai Paesi del Nord Africa”, il Governo ha dato mandato, con l’ordinanza n. 3933 del presidente del Consiglio dei ministri del 13 aprile, al Dipartimento della Protezione Civile di attuare un Piano per la gestione dell’accoglienza dei migranti e nominando il capo Dipartimento commissario delegato per “fronteggiare lo stato di emergenza”.
Da questo momento, al ministero dell’Interno (e nello specifico il Dipartimento libertà civili e immigrazione) – che ha competenze e responsabilità dirette per l’accoglienza dei migranti forzati, sia nella gestione ordinaria dei CARA e più ancora per le attività del Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati (SPRAR) – si affianca un sistema di accoglienza straordinaria gestito dalla Protezione civile su tutti i territori regionali, in cui i beneficiari usufruiscono di tipologie e livelli di servizi molto disomogenei.



