Torino: mons. Nosiglia incontra i rifugiati e richiedenti asilo

Torino – Il motivo dell’incontro “Ascoltare il grido di dolore e speranza che viene dai richiedenti rifugio – rifugiati – soggetti a protezione umanitaria e farsi interprete morale di fronte ai politici locali (Comune, Regione, Prefettura) e nazionali (Governo), farsi voce di chi è in difficoltà”.
E’ stato questo il motivo per cui l’Arcivescovo di Torino mons. Cesare Nosiglia ha voluto ascoltare, prendendo appunti, storie di vita, quasi sempre uguali, di giovani provenienti dall’Africa (Libia, in particolare) di 11 nazionalità diverse (anche asiatiche).
In 150 hanno accolto l’invito e si sono espressi sulle difficoltà ed i problemi che stanno vivendo: isolamento, parcheggio noioso, problemi di salute gravi non affrontati, di residenza, di trasporto, di dialogo con la popolazione, di permesso di soggiorno, di lunga attesa di essere ascoltati dalla “Commissione per i rifugiati” (e, poi, forse, respinti), della mancanza di cibo per chi vive nelle “case occupate” da 4 anni senza prospettiva di casa e lavoro (anche se hanno già il riconoscimento dello stato di rifugiati), di carte telefoniche per comunicare.
Nessuna “promessa elettorale”, ma mons. Nosiglia ha voluto dire a tutti che, dei loro problemi, se ne fa carico partendo dai loro diritti e doveri.
Li ha invitati a continuare a vivere nella legalità ed a dialogare con la gente spiegando la loro situazione.
IMons. Nosiglia si è impegnato a farsi portavoce per la richiesta di un permesso di soggiorno provvisorio per trovare casa-lavoro, poter accedere ai servizi sanitari senza fatica, mandare i figli a scuola, potersi spostare fuori dalle “case parcheggio”. 
L’incontro si è chiuso con una piccola “cena africana” che le poche donne presenti (una decina) hanno preparato permettendo di ritrovare i gesti delle loro terre.
Due ore di incontro vero, schietto, semplice, nel silenzio della sala gremita e attenta. (don Fredo Olivero – direttore Migrantes Torino)