Cremona – Stiamo sperimentando ancora una volta come gli uomini usino la sacralità delle tradizioni religiose per farne una clava contro il fratello. Musulmani e cristiani in Nigeria, indù contro cristiani in India, sunniti contro sciiti in Siria, massacri tra appartenenti ad una stessa fede solo perché di etnie diverse. Ma la religione, quella vera, non arma la mano contro l’altro ma la tende per un abbraccio di pace. Non parte con slogan di violenza, purtroppo quotidiani anche tra noi in Italia, ma con il canto che si fa preghiera.
É in questo senso che i rappresentanti di alcune religioni presenti sul nostro territorio si sono incontrati verso la fine di dicembre nella Sala San Vitale per esprimere il loro grazie a Dio e l’impegno per un dialogo fraterno e per una testimonianza di fede e di speranza per l’anno che inizia. Sono stati soprattutto i bambini della comunità cattolica romena guidati da don Anton Jicmon a immergerci nella tradizione del loro paese che pone il Natale e la nascita di Gesù al centro della loro tradizione, seguiti dal gruppo degli scout della Chiesa avventista del settimo giorno guidati dal loro capo e presentati dal pastore Daniele Pispisa, che hanno fatto passare anche visivamente dall’oscurità alla luce sulla “Route “ della vita. Agli adulti è toccato il ruolo di proporre nelle varie tradizioni corali il canto della gioia e della speranza che viene dai lunghi percorsi della storia: così il coro della Chiesa Metodista Valdese con il pastore Rostagno, in sostituzione della pastora Joylin in vacanza nella sua terra delle Filippine, il coro degli amici africani ospiti della Casa dell’accoglienza con il ritmo e la nostalgia della loro terra, lasciata in situazioni tragiche. Il legame tra le varie presentazioni è stato offerto della corale della Clinica delle Suore Camilliane, egregiamente accompagnata alla tastiera dal maestro Gianni Galli.
Non è mancata alla fine la testimonianza fraterna del nuovo imam del Centro Culturale islamico “La Speranza” che ha invitato tutti a seguire la via della fede e del dialogo per un mondo di pace.
Alla fine tutti senza distinzione ci siamo associati agli Angeli che nelle montagne e nelle valli cantano gloria a Dio e pace in Terra agli uomini che credono nell’amore. (don Mario Alighieri – La Vita Cattolica)



