Tivoli: le iniziative per la GMM

Tivoli – Il 15 gennaio, nella seconda domenica del Tempo Ordinario, la Chiesa universale celebra la giornata mondiale del migrante e del rifugiato. Si tratta di un evento che anche l’ufficio diocesano Migrantes di Tivoli promuove da anni come momento di profonda sensibilizzazione della Chiesa Tiburtina, delle nostre comunità e di tutti gli uomini e le donne di buona volontà del nostro territorio verso il vasto fenomeno migratorio che investe sempre di più la nostra vita nelle sue varie forme.

 
Mentre la società civile tende a guardare una realtà umana così complessa e sicuramente con alcune aree di problematicità in un’ottica spesso pessimistica ed allarmistica, la Chiesa è premurosa nel cercare di leggere e rendere manifeste dalle mille situazioni nelle quali si trovano a vivere i migranti e i rifugiati il tesoro che Dio ha nascosto dentro il volto di ogni persona umana, creata a immagine e somiglianza di Dio Creatore, e la ricchezza che si cela nell’anima di ogni popolo. Un modo di leggere la difficile realtà dei migranti e rifugiati che è possibile solo se l’uomo si apre al Vangelo scoprendo in esso e tramite esso il disegno di Dio che segna le vite dei migranti, anche del nostro tempo, così che fu nell’esperienza della fuga della santa famiglia in Egitto, icona dell’uomo migrante e rifugiato.
Benedetto XVI, nel suo messaggio per questa Giornata, ci richiama proprio a questa visione evangelica delle migrazioni proponendo il tema: “Migrazioni e Nuova Evangelizzazione”. In questo nostro tempo in cui la Chiesa si sta dedicando fortemente all’impegno per la nuova evangelizzazione, un fenomeno così caratteristico dell’odierna società – ci ricorda il Papa – non può essere disatteso. In effetti, le migrazioni sono state sempre decisive per la missione evangelizzatrice della Chiesa. Tutta la storia ci mostra che i popoli sono stati evangelizzati sempre da missionari stranieri a cominciare dai Santi Pietro e Paolo per la Chiesa di Roma. E oggi anche le nostre Chiese in Italia e la nostra amata Chiesa Tiburtina sta vivendo questa meravigliosa esperienza anche, ma non solo, per il numero dei sacerdoti, religiose e fedeli stranieri presenti ed operanti in essa.
I migranti, da una parte, stimolano verso di loro il nostro sostegno socio economico, ma anche e soprattutto accoglienza umana e cristiana che diventa testimonianza di Chiesa ed autentica opera di evangelizzazione. Tanti dei migranti in mezzo a noi, infatti, attendono ancora di conoscere Cristo o di radicare meglio nel loro cuore e nella loro vita quella fede che hanno iniziato di abbracciare nella propria patria o, ancora, hanno bisogno di dare continuità a quell’impegno di fede che fin dal proprio paese hanno imparato a mettere al centro della loro vita.
Dall’altra parte, i migranti, portano spesso a noi la testimonianza di una fede viva, vissuta nelle loro realtà di provenienza e divengono anche una risorsa sociale ed economica quando, ad esempio, accettano di svolgere lavori umili ma altrettanto essenziali che in pochi accettano di fare.
In risposta al messaggio di Papa Benedetto XVI, la nostra Diocesi desidera crescere nell’impegno di una testimonianza autentica di evangelizzazione anche nei confronti degli oltre 30.000 migranti presenti nel nostro territorio per renderli pienamente attivi nel vivere la fede e testimoniarla nelle nostre terre così come ci ha invitato a progettare di fare il Vescovo diocesano, mons. Mauro Parmeggiani, attraverso il documento preparatorio per il programma pastorale 2012-2016 “E di questi fatti noi siamo testimoni”.
Con queste finalità, domenica 15 gennaio, la Giornata Mondiale delle migrazioni si celebrerà nella parrocchia Santa Maria Goretti in Villalba di Guidonia (via Napoli 14), secondo il seguente programma: ore 11.00 Santa Messa con la partecipazione delle comunità etniche – ore 13.00 Pranzo con piatti tipici – ore 15.00 Tavola Rotonda sul messaggio del Papa Benedetto XVI.
Nell’invitare tutti alla partecipazione, mi preme sollecitare la carità di diffondere l’informazione a tutte le persone immigrate poiché possano vivere questo momento di comunione a livello di Chiesa diocesana e sentire la premura che essa ha per non lasciarli soli nelle vicissitudini della vita, mai facili in terra straniera e renderli protagonisti a pieno titolo, con tutti coloro che abitano qui da sempre, dell’opera di nuova evangelizzazione alla quale il Papa sempre chiama tutti. (don Denis Kibangu Malanda – Incaricato Diocesano per la Pastorale Migrantes)