Istat: gli stranieri sono l’8% della popolazione italiana residente

Roma – Gli stranieri residenti in Italia al 1° gennaio 2012 sono 4 milioni 859 mila e rappresentano l’8% della popolazione residente totale. Rispetto al 1° gennaio 2011 si riscontra un incremento di 289 mila unità, con 343 mila unità aggiuntive per effetto delle migrazioni con l’estero e 73 mila unità aggiuntive per effetto della dinamica naturale (78 mila 500 nati stranieri contro 5 mila 500 decessi), 57 mila unità in meno per effetto delle poste migratorie interne e per altri motivi e, infine, 70 mila unità in meno per acquisizioni della cittadinanza italiana.
Il dato è stato fornito questa mattina dall’Istat, in occasione della diffusione degli indicatori demografici per il 2011. Il 61% della popolazione straniera risiede nel Nord, il 25% nel Centro, il 14% nel Mezzogiorno. Nel Centro-nord l’incidenza di stranieri sulla popolazione complessiva supera ampiamente il 10%, con un massimo dell’11,9% in Emilia-Romagna; viceversa nel Mezzogiorno tale quota è di poco superiore al 3%, con un minimo del 2,5% in Puglia e Sardegna.
Analogamente a quanto si riscontra ormai da un quinquennio, all’aumento della popolazione straniera corrisponde una riduzione della popolazione di cittadinanza italiana, scesa sotto i 56 milioni di residenti al 1° gennaio 2012. La perdita netta rispetto all’anno precedente è pari a 65 mila residenti. Per i cittadini italiani risultano negative le poste demografiche relative al saldo naturale (-109 mila unità), al saldo migratorio netto con l’estero (-20 mila) e le poste migratorie interne e per altri motivi (-5 mila). Compensano parzialmente tali diminuzioni le acquisizioni della cittadinanza italiana (+70 mila), spiegano all’Istat.
La fecondità delle donne straniere è distribuita territorialmente in modo simile a quella complessiva. È più alta nelle regioni del Nord (2,24 figli per donna) e contribuisce in misura pari al 19% a far sì che in tale area del Paese si abbia il livello generale di fecondità più alto. In Emilia- Romagna, ad esempio, le donne straniere procreano in media un figlio in più delle italiane (2,27 contro 1,28), contribuendo al 23% della fecondità complessiva di tale regione. Non dissimile è il comportamento delle straniere residenti in Lombardia che, procreando in media oltre un figlio in più delle italiane (2,40 contro 1,33), contribuiscono per il 19% alla fecondità complessiva regionale. Più lontane da tali comportamenti, anche per una minor presenza relativa di immigrati e per condizioni di contesto meno favorevoli che nel Nord, sono le straniere residenti nel Mezzogiorno, dove le donne straniere, pur procreando più delle italiane (1,74 contro 1,34 figli per donna), influiscono sulla fecondità generale solo in misura pari al 3%.