Trento – Sono 48.622 i cittadini immigrati che risiedono in Trentino al primo gennaio 2011. La percentuale, sul totale della popolazione residente, è pari al 9,2%. La crisi tuttavia fa sentire i suoi effetti anche in questo settore: l’aumento dei residenti stranieri in Trentino, nel 2011, è calato rispetto all’anno precedente, attestandosi ad un +5,6%, un dato inferiore anche alla media nazionale (che è pari a +7,9%). Le cifre, contenute nel decimo Rapporto annuale sull’immigrazione, elaborato dal Cinformi, sono state presentate presso l’aula magna della Facoltà di Economia, a Trento, alla presenza dell’assessore provinciale alla solidarietà internazionale e convivenza Lia Giovanazzi Beltrami, dei dirigenti e tecnici del settore e degli esperti che hanno contribuito alla realizzazione del Rapporto. Il Trentino si conferma – si legge in una nota – come una terra capace di elaborare – “anche in anticipo rispetto al panorama nazionale – buone prassi sul versante dell’accoglienza, una terra che fa convivere le culture e le appartenenze e che valorizza il ruolo attivo dei ‘nuovi trentini’”, come riconosciuto anche dal ministro Andrea Riccardi, a cui l’assessore Beltrami ha presentato il Piano provinciale per la convivenza.
“In Trentino – ha sottolineato l’assessore nel suo intervento – non abbiamo abdicato, sul piano politico, rispetto al tema dell’immigrazione. Avere scelto di creare un assessorato ad hoc è stata di per sé una scelta importante. E’ stata inoltre molto importante l’integrazione fra i vari comparti dell’amministrazione provinciale e fra le diverse istituzioni, il contributo delle forze dell’ordine e della Questura, l’apporto delle realtà della società civile”.
Alla presentazione hanno preso parte il Dirigente del Servizio Politiche sociali e abitative della Provincia Luca Comper, Giuseppe Sciortino, sociologo dell’Università di Trento, Alessandro Martinelli, Direttore del Centro diocesano per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso e i curatori del Rapporto, Serena Piovesan e Paolo Boccagni dell’Università di Trento e Maurizio Ambrosini, docente dell’Università di Milano.
L’occasione ha consentito di produrre una “fotografia aggiornata” dell’immigrazione in Trentino. Per quanto riguarda le provenienze dei “nuovi trentini”, al primo posto si collocano i cittadini originari della Romania con 8.545 presenze, seguiti da quelli dell’Albania, del Marocco e della Macedonia. Più di un quarto – circa 13.000 persone – è residente nel comune capoluogo. Quasi metà degli stranieri ha meno di 30 anni. Nelle scuole del Trentino si è passati dai 1.355 alunni con cittadinanza non italiana dell’anno scolastico 1998/99 agli 8.859 del 2010/11, con un’incidenza sul totale degli alunni passata dal 2% al 10,8%.
Sul piano economico, nonostante la crisi, i segnali sono contrastanti: aumentano infatti contemporaneamente, come nel 2009, sia l’occupazione sia la disoccupazione dei lavoratori immigrati. Gli occupati nel 2010 crescono di 800 unità, pari a +4,2% rispetto al 2009. La stima del numero di disoccupati registra una crescita di 1.000 unità, pari a +47,6% rispetto al 2009. In crescita anche il lavoro autonomo.
Sintesi delle relazioni e il testo completo del Rapporto sono a disposizione sul sito del Cinformi: www.cinformi.it.



