Roma – Un “importante evento storico che ha contribuito ad avvicinare la Chiesa e i rom”. E’ quanto hanno sottolineato una quarantina di operatori pastorali dei rom e sinti in Italia che, su invito della Migrantes, si sono ritrovati a Roma sabato e domenica, parlando del recente incontro di papa Benedetto XVI con i rom e sinti in Vaticano.
“La pastorale dei rom e sinti o entra nella pastorale ordinaria della Chiesa locale o rischia di rimanere esclusa dagli interessi e dai percorsi delle nostre comunità”, ha sottolineato il direttore della Migrantes, mons. Giancarlo Perego concludendo ieri i lavori della due giorni, durante la quale sono state presentate una serie di iniziative come quella portata avanti a Foligno negli ultimi anni con i ragazzi e i giovani rom nella parrocchia di S. Eraclio e che ha portato ad accompagnare alla scuola e alla vita in Oratorio, ma anche a riportare al centro dell’attenzione della città il dramma di una vita in periferia”.
E poi a Sesto Fiorentino la parrocchia, con l’aiuto delle suore francescane, è entrata nel campo regolare e nei diversi campi abusivi dove sono presenti famiglie e persone rom. E ancora l’esperienza di Cosenza dove una suora opera con i 300 rom che vivono sugli argini del fiume Crati, con i rischi di precarietà e di periferizzazione.
“Dal 1978 a Avezzano è iniziata un’esperienza di amicizia con i rom, con la nascita anche di un’associazione. Con loro siamo cresciuti nella fede, arricchita anche dal valore del pellegrinaggio ed è iniziata l’esperienza del ‘Vangelo itinerante’”, ha raccontato Massimiliano: ogni settimana una famiglia rom ha accolto e conservato il Vangelo in casa e lo ha fatto “diventare motivo di lettura per accrescere la propria fede”.
La ricchezza del lavoro pastorale con i rom a Roma – dove si stima la presenza di 6/7000 persone è stata portata da Paolo e Susanna della Comunità di S. Egidio, da Carlo e sua moglie Zemila, che hanno fondato l’associazione 21 luglio a tutela dei minori rom, da suor Tomasa, delle carmelitane, che ha iniziato il suo lavoro con i rom attraverso una ‘Biblioteca itinerante’, e da don Paolo Lo Judice, che ha curato nel 2011 una prima esperienza di missione con i rom di 14 seminaristi di teologia. I
All’incontro erano presenti anche mons. Bruno Nicolini, storica figura di sacerdote fondatore dell’Opera nomadi e che con don Dino Torregiani sono stati protagonisti prima e dopo il Concilio di una pastorale con i rom e sinti, e mons. Pietro Gabella, già direttore dell’Ufficio nazionale Migrantes per la pastorale dei rom e sinti, che ha presentato anche lo stile di attività del CCIT, Comitato europeo che raccoglie operatori pastorali tra i rom e sinti di 23 Paesi europei, di cui è Presidente da 12 anni. storica figura di sacerdote fondatore dell’Opera nomadi e mons. Pietro Gabella, già direttore dell’Ufficio nazionale Migrantes per la pastorale dei rom e sinti.



