Milano – La sentenza pronunciata ieri dalla Corte Europea dei diritti dell’uomo “nulla dice che ogni cristiano come ogni persona civile e di retta coscienza già non sappia: non si scaccia chi bussa alla tua porta senza neanche guardarlo in faccia, senza ascoltarlo, senza riconoscerlo”.
Lo scrive oggi il Direttore del quotidiano “Avvenire” Marco Tarquinio in un editoriale: “questo è un po’ più vero quando la ‘porta’ è il mare: la soglia della casa di tutti”, aggiunge.
“Respingere in mare aperto – come in modo drammatico e ripetuto avvenne per iniziativa italiana, a partire dalla primavera del 2009 nel Canale di Sicilia – e farlo senza minimamente preoccuparsi di identificare e capire chi c’è e perché sulle barche intercettate – spiega – non si potrà più fare, e non si dovrà. È una bella e buona notizia (e vogliamo sperare che sia letta e accettata come tale in tutta Europa e dalla stragrande maggioranza dei nostri politici e dei nostri concittadini, e che nessun ricorso sia opposto alla deliberazione giudiziaria che l’ha generata)”.
Per Tarquinio “una notizia ancora più bella e più buona perché, purtroppo, ci siamo disabituati a sentenze che allargano il cuore e che corrispondono con eloquente naturalezza al diritto fondamentale che sta scritto nel cuore degli uomini e delle donne di ogni tempo”.



