Consiglio Mondiale delle Chiese su sentenza Corte Europea: “Sentenza di svolta”

Roma – Anche il Consiglio Mondiale delle Chiese (WCC) plaude alla sentenza della Corte Europea dei diritti dell‘uomo, che ha condannato l’Italia per violazione dei diritti dei migranti eritrei e somali respingendoli in Libia. Il Consiglio Mondiale delle Chiese – afferma il Segretario generale del WCC, Olav Fykse Tveit in una nota ripresa dall’Agenzia SIR – ritiene che “questa decisione del tribunale rappresenti un punto di svolta per quanto riguarda le responsabilità nazionali nei confronti dei migranti, in quanto è in linea con il principio nel diritto internazionale che vieta agli Stati di respingere i richiedenti asilo in un paese o territorio in cui potrebbero essere sottoposti a tortura, trattamenti inumani o degradanti, o dove le loro vite e la libertà potrebbero essere a rischio. La vulnerabilità dei richiedenti asilo e dei lavoratori migranti è sempre stata una preoccupazione della WCC”.

 
Il Consiglio Mondiale delle Chiese fa notare come l’aumento dei disordini politici interni uniti all‘attuale crisi finanziaria “hanno innescato un incremento della migrazione, a un ritmo allarmante”. Ma “questo non dovrebbe essere un pretesto per le nazioni sviluppate per minare la tutela dei diritti dei rifugiati. A prescindere dal loro status di rifugiati o immigrati clandestini, sono esseri umani prima di tutto. Dovrebbero quindi essere trattati umanamente ed essere autorizzati a beneficiare di tutti gli standard riconosciuti a livello internazionale dei diritti umani”.