Etica e immigrazione: un convegno questa sera a Roma

Roma – L’immigrazione rappresenta “una ricchezza” per la società e per la Chiesa. Lo ha detto oggi pomeriggio mons. Giancarlo Perego, direttore della Fondazione Migrantes, intervenendo questa sera al convegno sul tema “Etica ed immigrazione”, promosso a Roma dall’associazione Umanesimo Cristiano presieduta da Claudio Zucchelli.
Per mons. Perego l’immigrazione sta “cambiando” la vita delle città, delle famiglie e delle persone, della comunità cristiana. Da qui l’urgenza di ripensare la città alla luce di questa presenza. Una presenza – ha sottolineato citando alcuni dati della presenza di altre religioni fra i migranti – che “si fa incontro nella quotidianità”. Di fronte a questo mondo che cambia e si muove insieme abbiamo bisogno di confrontarci senza distinzione: occorre prendere coscienza dell’opportunità di questo movimento, soprattutto quello ecumenico “che nasce dalla quotidianità dell’incontro” tra le genti. Da qui l’urgenza di mettere al centro di qualsiasi meccanismo di integrazione, secondo mons. Perego,  i concetti chiave di “incontro e prossimità”, insieme alla necessità “che i confini nazionali siano visti come passaggi, non come muri”, tra le popolazioni. 
Il convegno – moderato da Bruno Vespa – è stato introdotto dal ministro per la Cooperazione e l’Integrazione Andrea Riccardi che ha sottolineato come “non ci può essere un’integrazione degli immigrati senza una identità italiana. Occorre, quindi, una consapevolezza condivisa della nostra identità”.
Per Riccardi “l’Italia non è una marmellata in cui si entra e si esce. Integrarsi in Italia significa integrarsi in una storia”. Riccardi ha quindi sottolineato che l’Italia, al contrario di altri Paesi, “non ha ancora un modello e ha gestito la questione dell’immigrazione come un problema di emergenza.
Occorre, quindi, costruire un modello italiano, individuare la via italiana all’immigrazione”.
“Abbiamo bisogno – ha concluso Riccardi –  di sentire gli statistici, gli economisti, i demografi per farci un’idea di quello che non
è un fantasma, ma un fenomeno da governare politicamente e vivere personalmente”.
Al convegno sono intervenuti, fra gli altri  anche il presidente dell’Istat, Enrico Giovannini, e il presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua, secondo il quale gli immigrati producono il 12% del Pil italiano e versano circa 8 miliardi di euro all’anno di contributi. Il presidente dell’Inps ha confermato che i lavoratori stranieri danno più di quanto non ricevano in servizi, anche perchè sono mediamente molto più giovani dei lavoratori italiani e dunque percepiscono pochissime pensioni”. A fronte di 8 miliardi versati all’Inps, infatti, ricevono prestazioni per soli 2,5 miliardi di euro”. Per Mastrapasqua oggi senza gli stranieri l’Inps avrebbe “problemi di sostenibilità”.
Per il presidente dell’Istat un dato “preoccupante” per l’integrazione, è “la disparità di trattamento economico di un lavoratore straniero rispetto a uno italiano”.