Lombardia: un immigrato su sette vive in condizioni di insufficienza abitativa

Milano – Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio Regionale vive in condizioni d’insufficienza di spazi abitativi un immigrato su sette nel 2011 in Lombardia, soprattutto in nuclei di quattro abitanti — non raramente cinque — in non più di 55 metri quadri. L’insufficienza di spazi abitativi colpisce il 43% dei nuclei con almeno sei unità, a cui dovrebbero essere associati almeno 76 metri quadri, più ulteriori 10 per ogni membro; il 24% di quelli con cinque unità; il 16% di quelli con quattro unità; l’8% di quelli con tre; e l’1% di quelli con una o due unità.

 
Da un altro punto di vista è sovraffollato il 71% dei monolocali di meno di 28 metri quadrati, che dovrebbero ospitare una sola persona ma è più probabile che ne ospitino il triplo, oltre al 48% degli appartamenti fra i 28 e i 41 metri quadri, al 33% di quelli fra i 42 e i 55 metri quadri, al 16% di quelli fra i 56 e i 65 metri quadri e poi al 9%, al 4%, all’1% e progressivamente a meno ancora dei tagli di ulteriori 10 metri quadrati via via più grandi.
In questo contesto la grave insufficienza di spazi — tale cioè per cui anche con un abitante in meno permarrebbe l’insufficienza — colpisce complessivamente una situazione su diciotto. E la sofferenza di spazi, cioè una situazione appena dentro i limiti della legge, riguarda un’ulteriore proporzione di una persona su sei in Lombardia al 1° luglio 2011: per un totale di quasi un immigrato su tre che non potrebbe dunque chiedere un ricongiungimento familiare perché in abitazioni troppo anguste.