Cir e Unione Forense per la Tutela dei Diritti Umani: “Mai più un trattamento inumano a danno di stranieri espulsi”

Roma – Il Consiglio Italiano per i rifugiati e l’Unione Forense per la Tutela dei Diritti Umani, impegnati per promuovere in Algeria una gestione del diritti d’asilo e delle migrazioni sulla base del rispetto della dignità umana, al fianco della Commissione algerina di difesa dei diritti umani e altri enti nazionali, condannano come “inaccettabile” il trattamento “inumano” e “degradante” cui sono stati sottoposti cittadini algerini dalla Polizia italiana. “Vogliamo ricordare – si legge in una nota –  che la Convenzione europea sui diritti umani vieta la tortura e il trattamento inumano in qualunque circostanza e senza eccezione alcuna. Nessun comportamento umano può legittimare metodi di costrizione come quelli applicati nei confronti dei due cittadini algerini respinti a Tunisi il 17 aprile scorso su un volo Alitalia”.
“Purtroppo – prosegue la nota diffusa oggi – dobbiamo credere ai funzionari della Polizia che hanno dichiarato che legare le mani e fissare una mascherina alla bocca con nastro adesivo sulla pelle del viso sia ‘normale prassi’ sui voli di rimpatrio forzato”. Cir e Unione Forense chiedono alle autorità italiane di istituire un programma che faccia si che i voli di rimpatrio siano monitorati da enti indipendenti, come perfino l’Agenzia Frontex si propone, affinché in futuro “non si ripetano azioni che ci riempiono di vergogna, anche nei confronti dei nostri colleghi algerini”. Inoltre si chiede che “finalmente il crimine della tortura, del trattamento inumano e degradante, venga incluso nel codice penale italiano come obbligatoriamente previsto dalla Convenzione delle Nazioni Unite contro la Tortura di cui l’Italia è firmataria”.