Cancan – “Noto con preoccupazione che la pastorale del turismo non è ancora entrata in diverse diocesi e Conferenze Episcopali”. Lo ha detto il card. Antonio Maria Vegliò, Presidente del Pontificio Consiglio per i Migranti e gli Itineranti rispondendo ad un’intervista di Radio Vaticana in occasione del VII Congresso Mondiale della pastorale del turismo che è in corso in Messico fino al 27 aprile.
“In alcune aree del mondo ci sono questioni più gravi a cui dedicare attenzione – dice il porporato -. Ma in altre tale assenza è inspiegabile, soprattutto dove il turismo, sia quello sociale che quello religioso, è un fenomeno molto rilevante”.
Il card. Vegliò ricorda anche che il turismo, per sua natura, è “un’occasione privilegiata per avvicinare le culture”: “Il turismo può favorire sia l’incontro che il dialogo e costituisce un invito a non chiudersi nella propria cultura, ma ad aprirsi e confrontarsi con modi di pensare e vivere diversi”. Inoltre, è “uno strumento – ha spiegato – per lo sviluppo economico” e può essere “un’occasione di contemplazione e di crescita spirituale”. Non va però dimenticato che in nome del turismo si possono “favorire pericolosi cambiamenti urbani e medio-ambientali” e “compromettere la dignità umana soprattutto quando si tratta di sfruttamento di esseri umani, e in particolare di sfruttamento sessuale di minori”. Infine, il card. Vegliò invita ad “approfondire il potenziale di evangelizzazione che ci offre tale aspetto della vita umana”.



