E la scuola elementare si fa in roulotte

L’esperienza di Chiara, 24 anni, maestra per i bambini del circo Medrano: «Qui anche le lezioni devono adattarsi a ritmi diversi»

Roma – Cercasi insegnante per i bambini di un circo». Aveva più o meno questo tono l’email della Fondazione Migrantes che lo scorso anno Chiara Casile ha trovato nella casella di posta elettronica. «Quel tendone in cui avvengono gli spettacoli e quella carovana di artisti e operai che arrivano nelle nostre città mi hanno sempre affascinato. E allora mi sono detta: perché non provare?». È cominciata così l’esperienza di maestra elementare nel circo Medrano per questa ragazza di ventiquattro anni, originaria di Reggio Calabria. Tre mesi passati la scorsa primavera in Ungheria e altri due trascorsi in autunno a Bratislava, capitale della Slovacchia. Al posto dei banchi, i tavolini delle roulotte. E come alunni una bambina alle prese con la prima elementare e due impegnati nel percorso di seconda. Tutti insieme a lezione. «All’inizio – confida Chiara – mi chiamavano “signora maestra”, compresi gli anziani. Era una forma di rispetto che l’intera carovana aveva nei miei confronti». Lei ha chiesto, invece, di avere un rapporto alla pari. «È quanto mi hanno insegnato i miei genitori che fin dall’infanzia ho sempre visto impegnati nella pastorale per le comunità dei circhi e dei luna park». Chiara ha raccolto il loro testimone per far sentire la Chiesa accanto a chi anima queste «cattedrali» dello svago. «Ogni mattina, alle 8 – racconta – i bambini passavano a chiamarmi dopo aver salutato le nonne con il “bacio del buongiorno”. Le lezioni avevano come sede l’ufficio del circo e duravano fino a metà pomeriggio». Certo, l’approccio pedagogico non è stato quello ordinario. «I bambini delle carovane – afferma Chiara – non sono abituati a trascorrere seduti le giornate. La loro vita è spesso all’aperto. E quindi l’insegnamento è stato impostato su gioco e attività». Quasi il riflesso dei continui spostamenti che caratterizzano le genti degli spettacoli viaggianti. «La carovana ha pochi punti fermi: uno è la famiglia fondata sul matrimonio; l’altro è il rispetto degli anziani che sono i saggi e i consiglieri». Poi c’è il forte senso della comunità che, avverte Chiara, «ho letto quasi come un monito per una società come la nostra dominata dall’individualismo». (G. Gamb.)