Brindisi – “Chiediamo un’opportunità: di credere ancora che un’altra vita sia possibile. Qui e adesso”. Lo chiedo alcuni cittadini dell’Ufficio Migrantes della diocesi di Brindisi-Ostuni un appello alle istituzioni locali, alle associazioni di volontariato, a tutte le persone di buona volontà” contro la chiusura del “Dormitorio” ,che attualmente ospita v circa 200 immigrati e per la creazione di spazi più idonei e percorsi di integrazione più fruttuosi. “Vogliamo dire con forza che il dormitorio, così com’è, non è quello di cui gli immigrati regolari residenti nel nostro territorio hanno bisogno”, si legge nell’appello sottolineando che dicendo questo “non vogliamo approvare” la chiusura del “dormitorio” così come “prospettata in questi giorni e cioè senza alternative”. “Consideriamo – spiegano – gli ospiti stranieri come membri della nostra comunità civile. Molti di loro lavorano nel nostro territorio, molti di loro si sono inseriti nei nostri contesti sociali, molti di loro sono soli al mondo, senza speranza e senza futuro”.
Da qui la richiesta alle istituzioni di offrire un’alternativa alla chiusura chiedendo “una struttura in cui poter accogliere i richiedenti asilo in maniera dignitosa e sicura. Ci mettiamo a disposizione come volontari per collaborare alla gestione della stessa. Ci impegniamo a costituire un gruppo d’ascolto, formato da persone con esperienza in questo campo, per valutare le richieste e accompagnare ciascuno nella giusta direzione: aiutare chi ha già un lavoro stabile a cercare un alloggio, aiutare chi non ha prospettive a elaborare un proprio progetto di vita, cercare ospitalità temporanea per quanti stanno realizzando un percorso di integrazione, fare un censimento dei migranti e delle loro competenze professionali per costituire una banca dati cui attingere per eventuali offerte di lavoro”.
“Convinti che la politica sia un’azione volta al bene comune e non finalizzata ai propri interessi – concludo i firmatari dell’appello – consapevoli del momento difficile e delicato della nostra città, ma anche dell’urgenza della questione auspichiamo un largo consenso da parte di tutti coloro che condividono con noi valori come giustizia, solidarietà, rispetto, dignità, libertà, pace, amore.



