Erasmus: 231 mila giovani all’estero per un periodo formativo

Bruxelles – Erasmus “è il programma più conosciuto dell’Unione Europea”; lo scorso anno ha portato 231mila giovani all’estero per un periodo formativo, ma la dotazione finanziaria non è adeguata e appare insufficiente a soddisfare tutte le domande provenienti dai 33 Paesi aderenti all’iniziativa (i 27 dell’Ue più Croazia, Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Turchia, Svizzera).

 
Lo conferma il commissario all’istruzione e cultura, Androulla Vassiliou, facendo il punto della situazione del programma che quest’anno giunge al giro di boa dei 25 anni. “
Con l’attenzione che consacra alle lingue, all’adattabilità, alla consapevolezza interculturale e alla leadership, Erasmus conferisce ai giovani abilità essenziali per accrescere la loro occupabilità e assicurare il loro sviluppo personale”. Dal suo varo, nel 1987, il programma “ha offerto a più di 2,5 milioni di studenti europei l’opportunità di andare all’estero per studiare presso un’istituzione universitaria o per un collocamento lavorativo in impresa”.
La relazione presentata dalla commissaria Vassiliou su Erasmus per l’anno accademico 2010-2011 segnala – informa oggi l’agenzia SIR – che “le tre destinazioni più popolari tra gli studenti sono state la Spagna, la Francia e il Regno Unito”. Dalla Spagna è anche partito il maggior numero di studenti verso l’estero, seguita da Francia e Germania. Il Lussemburgo ha inviato fuori dai confini nazionali il maggior numero di studenti in proporzione alla popolazione studentesca nazionale. L’accesso al programma dà diritto a un assegno mensile da 250 euro per integrare le spese di permanenza all’estero; il bilancio Erasmus 2010-11 è stato di circa 460 milioni di euro.
“Sul numero complessivo di studenti che hanno fruito dell’assegno, circa 190mila hanno scelto di trascorrere fino a 12 mesi del loro programma di laurea all’estero”. Rispetto all’anno prima, il numero di studenti che ne ha usufruito è cresciuto del 7,2%. Sono invece 41mila gli studenti che hanno optato per un periodo di formazione in imprese fuori dai confini nazionali (+15%). “Inoltre – si legge nel rapporto – sono state concesse 40mila borse a membri del personale docente e non docente delle università per insegnare o ricevere una formazione all’estero, con un aumento del 13% rispetto all’anno precedente”.