Brescia – Ieri, domenica 13 Maggio, doveva essere una giornata particolare per la Chiesa e per la città di Brescia, perché si rinnovava quell’appuntamento di incontro di tutte le comunità straniere presenti nel territorio, e così è stato!
“Per farne di tutti i colori” è stato lo slogan della giornata, anche se a dir la verità la giornata era iniziata con una sola tinta, quella grigia delle nubi che rovesciavano acqua! Tuttavia questo non ha impedito di far convergere al Palabrescia i tanti gruppi e comunità che nel giro di qualche ora hanno colorato l’ambiente. E’ stato un giorno di Festa, un’occasione per ripeterci ancora una volta quel messaggio che ritorna a volte come sfida, a volte come augurio, cioè che la diversità ci arricchisce e ci completa. Più conosciamo gli altri, più riusciamo a conoscere noi stessi, più ci apriamo agli altri con il desiderio di scoprire il bello e il buono che c’è nell’altro, e meno cresce in noi quell’ansia e diffidenza che ci allontana da chi, pur vivendo in mezzo a noi, viene da lontano.
Mons. Giancarlo Perego, direttore generale della Migrantes, che ha presieduto l’Eucarestia, ha incentrato l’omelia sul tema dell’amore, ricordando come sia necessario che questo guidi le nostre relazioni interpersonali. L’amore di Dio è per tutti, non ha confini. Come è avvenuto per Cornelio, un pagano su cui scende lo Spirito Santo mentre parlava con l’Apostolo Pietro. Questa narrazione della prima lettura della Santa Messa è stata poi ripresa dal Vescovo della città mons. Luciano Monari, il quale, nonostante i suoi impegni per le celebrazioni delle cresime che si susseguono in questo periodo, non ha voluto far mancare la sua presenza e il suo messaggio, ed è venuto a portare il suo saluto e l’augurio della Chiesa bresciana a questi popoli che formano il popolo di Dio. Il Vangelo, ha detto il Vescovo, è l’annuncio dell’amore di Dio che è per tutti.
La musica, la danza, il piatto condito da due o tre pietanze di nazionalità diverse, i colori delle bandiere e degli stand allestiti in modo eccezionale dalle comunità, tutto questo non è stato altro che l’espressione attraverso dei segni di un desiderio di amore e vicinanza che è presente in ogni uomo. Festa richiama gioia, spensieratezza, pace; potrebbe sembrare lontano dalla realtà parlare di un mondo di festa oggi, vista la crisi e le difficoltà che il mondo vive a vari livelli. Ma questa festa è come una luce che da speranza e coraggio, che invita ad andare oltre.
Le autorità presenti, che a diverso livello seguono con attenzione il lavoro del’Ufficio Diocesano Migrantes e dell’Associazione Centro Migranti, hanno voluto sottolineare questo stesso obiettivo, quando dopo la Messa hanno preso la parola. La cultura del Dialogo resta prioritaria perché il nostro territorio è composto da popolazioni che vengono da lontano, ma vivono tra noi e costituiranno, se non lo fanno già, la nostra Italia. E’ stato bello vedere durante lo spettacolo bambini di origine messicana, o filippina, ballare con vestiti tipici, belli e sgargianti! Sono la nuova Italia che avanza. Così come all’inizio dello spettacolo, prima del succedersi dei vari gruppi folklorici, un folto gruppo di bambini “di tutti i colori” era sul palco ballando e saltando, per un momento di animazione che è servito a scaldare l’ambiente, piccoli e adulti compresi. Con grande maestria e professionalità lo spettacolo è stato animato dal gruppo Scalamusic, che hanno intervallato i balli con canti del loro repertorio, trasmettendo quella gioia che nasce da una Festa di popoli uniti da Te che ci chiami con Te a condividere una vita di fraternità.
La Festa dei Popoli sta diventando un appuntamento di molte diocesi nel nostro territorio nazionale, segno dell’attenzione che la Chiesa ha nei confronti di questi fratelli migranti che trovano piena cittadinanza in mezzo a noi. Dopo Brescia, questo appuntamento si sposta nelle prossime due settimane prima a Roma, poi a Reggio Calabria, per fare festa con loro e per loro, ma anche per offrire a tutti un contributo concreto all’intelligenza della condivisione, all’accettazione dell’alterità e al coraggio della convivenza.
A Brescia abbiamo cominciato con il grigiore della mattina, ma abbiamo terminato la giornata con un bel sole che ha riportato il calore: ci auguriamo che tutti insieme si contribuisca a lasciare alle spalle il grigiore che spesso ha accompagnato il mondo delle migrazioni e a renderlo più colorato e bello, nelle parole e nei fatti! (P. Michele)



