Roma – Sono stati 85 i richiedenti e titolari di protezione internazionale, vittime di tortura, accolti dalla Caritas diocesana di Roma attraverso il progetto “S.P.E.S. – Sostegno Psicologico e Sociale per richiedenti e titolari di protezione internazionale, vittime di tortura e violenza”; per loro anche corsi di italiano, formazione professionale, tirocini lavorativi e riabilitazione psico-fisica.
I risultati dell’iniziativa – promossa dalla Cooperativa “Roma Solidarietà” della Caritas di Roma, con il finanziamento del Fondo Europeo per i Rifugiati sono stati illustrati stamane presso la sede del centro di accoglienza di Via del Mandrione n. 201. Erano presenti mons. Enrico Feroci, direttore della Caritas diocesana di Roma, Marta Matscher, vice prefetto del Ministero dell’Interno in qualità di Autorità responsabile del Fondo Europeo per i Rifugiati, e in rappresentanza dell’Autorità Delegata FER, Antonella Romanelli e Annalisa Maisto.
Il progetto, che chiuderà formalmente il 30 giugno 2012, ha avuto come obiettivo principale il rafforzamento delle misure di accoglienza esistenti sul territorio di Roma, attraverso la creazione di un centro di accoglienza dedicato a richiedenti e titolari di protezione internazionale, vittime di violenza a tortura, capace di ospitare almeno 20 persone, sia uomini che donne. Le attività progettuali hanno inoltre avuto come finalità la costruzione di percorsi di integrazione individuali che abbracciassero il più possibile ambiti diversi: dalla riabilitazione psico-fisica alla socializzazione, dall’inserimento socio-lavorativo all’autonomia abitativa.
Nell’ambito del progetto sono stati presi in carico complessivamente 85 destinatari (26 donne e 59 uomini) e promossi 83 percorsi integrati (il 98%), volti all’inserimento socio-economico attraverso l’erogazione di: corsi di lingua italiana, corsi di formazione professionale, l’attivazione di tirocini formativi, la promozione di attività di riabilitazione psico-fisica e attività ludico-ricreative e sportive. Il 35% dei destinatari ha beneficiato di misure volte all’accoglienza e/o alla promozione dell’autonomia abitativa: 24 destinatari (13 uomini e 11 donne) hanno beneficiato dell’accoglienza residenziale, mentre 6 destinatari hanno ricevuto contributi all’alloggio. Ben 52 destinatari (il 61%) hanno potuto beneficiare di uno o più contributi economici a sostegno del loro percorso individuale di integrazione.



