Roma – “Nonostante i vincoli di bilancio presenti in tutto il mondo, non dobbiamo allontanarci dai bisognosi. I rifugiati scappano perché non hanno scelta: dobbiamo scegliere di aiutare”. Sono, queste, le parole del segretario generale delle Nazioni unite Ban Ki-moon, nel messaggio per la Giornata Mondiale del Rifugiato che ricorre oggi 20 giugno. I rifugiati sono più di 42 milioni in tutto il mondo, più di un milione solo da Costa d’Avorio, Libia, Mali, Somalia, Sudan e Siria: “Questi numeri – afferma Ban – rappresentano molto più che statistiche. Essi sono individui e famiglie la cui vita è stata sconvolta, le cui comunità sono state distrutte, e il cui futuro resta incerto”. A proposito dei Paesi che ospitano molti rifugiati, come Pakistan, Iran, Tunisia, Liberia, Kenya, Nigeria Mauritania e Burkina Faso, Ban Ki-moon sottolinea come non possano “essere lasciati da soli ad assumersi tale onere”. Le Nazioni unite, aggiunge, “stanno lavorando per far fronte a tutte queste sfide”, non solo fornendo “protezione e assistenza a 15 milioni e mezzo di sfollati all’interno dei loro Paesi”, ma anche puntando alla “prevenzione e alla riduzione del fenomeno dell’apolidia”. Il segretario auspica infine di “lavorare assieme” per “mobilitare la volontà politica” per “prevenire e porre fine ai conflitti che provocano flussi di rifugiati” e, dove possibile, “favorire il ritorno dei rifugiati nel Paese d’origine”. (SIR)



