Roma – “In questa estate segnata da manovre economico-finanziarie e al tempo stesso di lunghe code autostradali di vacanzieri, il mare Mediterraneo è diventato ancora una volta la tomba per 54 persone africane in fuga dalla Libia, alla ricerca di un Paese ospitale”. Lo afferma mons. Giancarlo Perego, Direttore generale della Fondazione Migrantes, commentando la notizia della morte di 54 persone che sarebbero decedute nel tentativo di giungere via mare in Italia dalla Libia, secondo quanto riferito ieri dall’UNHCR. “Non conosciamo i volti e i nomi”, aggiunge mons. Perego: “sono morti assiderati, nonostante abituati a patire la sete, nel mezzo del nostro Mare, il mare che unisce Europa, Africa e Medio Oriente, il Mediterraneo. Una tragedia che non può ancora una volta non aiutarci a pensare a un mondo in fuga, senza vie di fuga: migranti alla ricerca di un Paese, di una casa. In questa straordinariamente calda estate un’altra tragedia – conclude il direttore di Migrantes – si e’consumata sulla porta di casa nostra e non può lasciarci indifferenti”.



