Roma – 1001 istruttorie su casi ed eventi a sfondo discriminatorio gestiti dal 1 gennaio del 2012 ad oggi con un aumento del 90% rispetto all’anno precedente. E’ il dato comunicato dal direttore dell’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali della Presidenza del Consiglio dei Ministri) Massimiliano Monnanni. Monnanni cesserà il suo incarico domani, 20 luglio. Al numero verde dell’UNAR sono stati oltre 16mila i contatti. Nel periodo in esame sono raddoppiati i testimoni di atti di razzismo e discriminazione: il dato passa dal 19,5% del 2011 al 40% del 2012. Il principale ambito dove le discriminazioni si verificano resta quello lavorativo, con ben il 38,3% rispetto al 19,6% del 2011, “a conferma del fatto che la crisi economica in atto incide pesantemente anche in termini di indebolimento dei diritti, favorendo il diffondersi e l’emergere di pratiche discriminatorie purtroppo ben consolidate nel mercato del lavoro del nostro Paese” spiega Monnanni. Seguono l’ambito della vita pubblica con il 14,1% (16,7% nel 2011), i mass media con l’11% (in netto calo rispetto al 22,6% del 2011) e l’erogazione dei servizi da enti pubblici che dopo il picco raggiunto nel 2010 con il 15,9% scende ulteriormente dal 10,9 del 2011 al 10,3%.
Intanto Monnanni ha inviato una lettera nella quale ringrazia tutti coloro che hanno “partecipato attivamente e con convinzione a questa eccezionale stagione di passione, impegno civile, cambiamento per l’affermazione di una cultura della non discriminazione diffusa, condivisa, concreta nella sua operatività quotidiana, ancorata ai territori e sganciata da qualsiasi ingerenza politica, mai semplicemente enunciata senza essere poi essere concretamente praticata”.
Monnanni ricorda che in soli tre anni l’Unar, “ha gestito un numero di istruttorie pertinenti quasi doppio rispetto a quello gestito in quasi il doppio degli anni dalla gestione precedente, mentre sono circa 200 i procedimenti giudiziari monitorati dall’Ufficio in tutte le diverse fasi previste, al duplice scopo di assicurare la tutela delle vittime e di verificare l’efficacia della norma – in particolare rispetto all’aggravante prevista dalla cosiddetta “Legge Mancino” – nella sua concreta attuazione”. Vengono ricordate anche le attività di sensibilizzazione, a cominciare dalla “Settimana d’azione contro il razzismo” e la “Settimana contro la violenza”: “due capisaldi diffusi capillarmente sui territori e nelle scuole, con interventi ed azioni condivise, aperte alla collaborazione delle organizzazioni di settore”. “Da parte mia – conclude – continuerò a lavorare sul tema dei diritti e delle discriminazioni, convinto come sono che il coordinamento e la promozione di strumenti attenti alla costruzione di processi di relazione, di partecipazione attiva e di responsabilità condivisa che coinvolgano direttamente il singolo cittadino, le istituzioni e la società civile, nel rispetto dei ruoli e delle competenze, debbano comunque essere parte integrante ed essenziale di un ufficio pubblico, tale da rappresentare uno strumento efficace, potente e concreto per la coesione sociale nel nostro Paese”.



