Catania – Il tema dell’immigrazione e della concessione dello status di rifugiato politico “sono problemi complessi”. E i tempi per ottenere quello status nel nostro Paese sono ancora “troppo lunghi”. Lo ha detto il Ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri, a margine della sua visita al Cara di Mineo, avvenuta ieri. La struttura da mesi è al centro di un’inchiesta del quotidiano “Avvenire”, che ha denunciato gravi violenze a danno delle ospiti del centro, e anche aborti. “Bisogna essere molto seri e obiettivi – ha aggiunto la responsabile del Viminale – è una materia molto delicata con diverse sfaccettature. Su questo noi vogliamo lavorare con grande rispetto perché vogliamo salvaguardare fino in fondo i diritti umani. Loro, ovviamente, debbono osservare le nostre leggi, ma non lasceremo spazio a violenze. E poi bisogna fare i conti con la realtà”. Ai giornalisti che le chiedevano se il Cara di Mineo resterà aperto, il Ministro ha risposto: “Pensiamo di sì, ma bisogna prima fare delle valutazioni di carattere economico, ma una cosa è certa: i richiedenti asilo saranno comunque assicurati”. Durante la sua visita nella struttura, il ministro ha incontrato le persone che si occupano dell’accoglienza. Molte di queste hanno spiegato ad “Avvenire” le enormi barriere linguistiche e culturali con cui ogni giorno sono chiamate, da sole, a confrontarsi. Eppure, nel caso degli aborti, appena si riesce a dialogare è facile salvare vite innocenti”.



