Brasilia – Continua la campagna di sensibilizzazione del servizio dei gesuiti per i rifugiati in America Latina e nei Caraibi (Sjr/Lac) sull’accoglienza verso gli emigrati haitiani e sulla necessità di comprendere perché hanno lasciato il loro Paese. A tale scopo, i gesuiti hanno realizzato un video che mostra alcuni aspetti della drammatica realtà che devono affrontare quanti sono arrivati in Brasile in cerca di una vita migliore e più dignitosa. Il video offre una serie di testimonianze di volontari, insegnanti di portoghese, emigrati haitiani che sono riusciti a trovare lavoro, e del gruppo che opera presso il servizio volontario Pro-Haiti del Sjr, realizzato appositamente per la grande quantità di haitiani che arrivano a Manaus, nell’Amazzonia nord del Brasile. L’emigrazione da Haiti — riferisce l’agenzia Fides — ha registrato un incremento notevole dopo il terremoto del 2010: la Guyana francese è diventata allora la meta da raggiungere per molti haitiani, al fine di entrare poi in Francia o negli Stati Uniti. In seguito alla chiusura da parte della Francia della frontiera con l’America del sud, è stato il Brasile, in particolare la regione di Tabatinga, la nuova meta. Secondo il servizio dei gesuiti per i rifugiati, dei 6.000 emigrati haitiani arrivati in Brasile, 5.000 sono passati da Tabatinga, dove gli emigrati chiedono alla polizia il permesso di ingresso per poi cercare di arrivare a Manaus, vivace centro economico che offre maggiori opportunità. Il Sjr riferisce che nel 2010 sono arrivati in questa città 456 haitiani, mentre nei primi sette mesi del 2011 ne sono arrivati 925. A gennaio 2012 si registravano a Manaus 3.600 haitiani residenti. Da maggio il flusso di arrivi sembra aver rallentato. Sebbene molti abbiano trovato lavoro non solo a Manaus, ma anche a San Paolo, Paraná, Rio Grande do Sul, Santa Catarina e Minas Gerais, è ancora elevato il numero di coloro che cercano lavoro. (Osservatore Romano)



