Messico: proteste contro la Chiesa che accoglie gli immigrati

Città del Messico – Migliaia di immigrati latinoamericani passano attraverso il Messico per raggiungere gli Stati Uniti, incontrando tantissime difficoltà e spesso anche la morte. La Chiesa messicana svolge un servizio immenso di accoglienza e assistenza, ma spesso è ostacolata da incomprensioni come sta succedendo nella diocesi di Cuautitlán, vicino Città del Messico, dove la Casa del Migrante ‘San Juan Diego’, gestita dalla Chiesa locale, ha dovuto chiudere la sua sede per trasferirsi temporaneamente in altra zona.  “In questa Casa del Migrante – ha detto alla radio Vaticana il vescovo di Cuautitlán, mons. Guillermo Ortiz Mondragón – accogliamo dai 150 ai 200 migranti ogni giorno. La Pastorale sociale della diocesi, che si occupa dei migranti, ha chiesto a tutte le parrocchie di offrire ogni giorno il pranzo: i migranti possono riposare, mangiare, ma anche trovare dei servizi igienici, la toilette, le docce; ricevono anche visite di carattere sanitario. La Chiesa vuole seguire la volontà di Gesù, il Comandamento dell’amore, che deve essere attuato giorno dopo giorno anche con questi servizi: ‘Ero affamato e mi avete dato da mangiare; ero malato e mi avete assistito; ero forestiero e mi avete accolto’. Questo è il lavoro che viene svolto nella Casa del Migrante: un lavoro compiuto dalla Chiesa seguendo gli insegnamenti del Vangelo di Gesù Buon Pastore”. “Quando un migrante arriva alla Casa ‘San Juan Diego’ – ha aggiunto il presule – non arriva certamente in buone condizioni: arriva stanco, arriva ammalato e, a volte, anche con ferite dovute alle cadute durante il viaggio, perché dormendo sui vagoni del treno rischiano di cadere e di rimanere feriti”. Secondo mons. Guillermo Ortiz Mondragón c’è gente che “non capisce questo lavoro della Chiesa e che non è d’accordo con l’aiuto che la Chiesa offre. Alcuni non lo capiscono e non vogliono che questo accada. Non tutti capiscono la vita della Chiesa. La carità non è facilmente comprensibile: la carità è un dono di Dio e se noi non ci apriremo a questo dono di Dio, non saremo mai in grado di comprendere l’aiuto ai poveri e agli immigrati”. Il centro si è ora trasferito in una sede provvisoria, e di fronte a quanti chiedono la chiusura definitiva della Casa del Migrante: “Noi, come Chiesa di Cuautitlán, non abbiamo mai chiuso la Casa del Migrante e mai il vescovo chiuderà la Casa del Migrante!”, ha spiegato mons. Ortiz Mondragón.