Migrantes: presidiare il Mediterraneo, cercare la pace, lottare contro la tratta

Roma – “In pochi giorni, nel Mediterraneo, tra Lampedusa e Izmir, si sono consumate due tragedie di persone e famiglie, di popoli in fuga”. Lo dice oggi mons. Giancarlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes in merito alle notizie del naufragio a largo di Lampedusa e alla notiie che giungono dal Medio Oriente Una ha visto rifugiati e vittime in fuga dalle guerre civili del Medio Oriente, la Siria in particolare; l’altra i cui contorni “non sono ancora chiari, ha visto persone in fuga ancora dal Nord Africa. Il dolore che accompagna la tragedia – spiega – non può non essere accompagnato da alcune considerazioni. Continua e si allarga il calvario dei rifugiati e profughi, con esiti drammatici che segnalano la necessità da parte di tutti i Paesi europei di un maggior presidio umanitario del Mediterraneo, ma anche di nuove misure perché le persone in fuga che sbarcano non vivano in una condizione di illegalità”. “Continuano le guerre ai confini dell’Europa, alimentate anche da armi europee, causate anche da squilibri economici e sociali. Continua anche – aggiunge il direttore della Migrantes – la tratta degli esseri umani – la più estesa a cui la storia non abbia mai assistito – che vede il coinvolgimento sempre più ampio di organizzazioni criminali e mafie e che chiede di leggere questo calvario di profughi anche nella direzione della protezione delle vittime di tratta. In questo senso – conclude mons. Perego – andrebbero attivati e sperimentati anche progetti specifici, che coniughino tratta e asilo”.