Parigi – Un condanna netta e decisa contro tutte le forme di incitamento all’odio tra le comunità religiose è giunta al termine di una riunione di esponenti ebrei e musulmani in rappresentanza di diciotto Paesi europei, che si è svolta nei giorni scorsi a Parigi.
“Tolleranza zero” è la strategia adottata in un documento presentato al termine dell’incontro, in riferimento alle iniziative e alle attività volte a fomentare l’estremismo, l’intolleranza e i pregiudizi, particolarmente per quanto concerne quelle che coinvolgono leader religiosi di qualsiasi fede. L’obiettivo, si sottolinea, è quello di “fare fronte comune per contrastare in maniera sempre più efficace” l’ostilità. All’evento, organizzato dall’European Jewish Congress in collaborazione con la Grande Mosquée de Paris e la Foundation for Ethnic Understanding (con sede negli Stati Uniti) hanno preso parte una settantatina di rappresentanti che hanno voluto riaffermare con forza la volontà di unire l’impegno per promuovere la diffusione dei valori della pace e della riconciliazione. Tra le delegazioni presenti anche quella dell’Italia, guidata dalla vice presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane, Claudia De Benedetti, dal rabbino capo di Firenze, Joseph Levi e dal vice presidente della Comunità religiosa islamica italiana, Yahya Pallavicini.
Aprendo l’incontro, il presidente dell’European Jewish Congress (Ejc), Viatcheslav Moshe Cantor, ha sottolineato che “Quando in Europa si colpiscono i diritti religiosi — ha affermato — dobbiamo essere uniti nel protestare e prendere consapevolezza che un attacco contro uno di noi è un attacco contro tutti noi. In quanto leader abbiamo il potere e la responsabilità di creare un cambiamento nelle nostre sinagoghe, nelle nostre moschee, nel veicolare i messaggi più giusti e opportuni. Impegniamoci in questo senso”. Cantor si è riferito soprattutto ai tentativi legislativi di limitare alcune pratiche religiose come la circoncisione e la macellazione rituale degli animali, che provocano polemiche nelle società di alcuni Paesi. In Gran Bretagna, ad esempio, così come in Olanda, sono sorte discussioni in merito alla messa al bando della macellazione rituale praticata sia dagli ebrei che dai musulmani. Un deputato conservatore britannico, Greg Knight ha nei mesi scorsi posto la questione alla Camera dei Comuni, definendo “inaccettabile” il fatto che vengano ammesse delle esenzioni per motivi religiosi a leggi valide per tutti. Il presidente dell’Ejc ha osservato che “se vi è un fatto positivo in questi episodi sta nel fatto che sono riusciti ad avvicinare ulteriormente le nostre comunità. È un bene perché soltanto gli uni a fianco degli altri saremo in grado di far capire che non potranno mai cambiare la nostra cultura, i nostri precetti, le nostre religioni”. Dal presidente dell’Islamic Council of Norway, Senaid Koblica, è quindi giunto l’appello ai leader delle istituzioni civili europee «facendo presente che ci aspettiamo la loro protezione e quella delle persone che rappresentano come è giusto che avvenga in ogni Paese democratico”.
Nel continente europeo, secondo quanto emerso, emerge un aumento degli atti di intolleranza e di violenza. L’Observatoire contre l’islamophobie, rappresentato per l’occasione dal presidente Abdallah Zekri, ha reso noto che nel primo semestre del 2012 gli atti di intolleranza contro la comunità musulmana in Francia hanno subito un incremento del 14 per cento. Anche dalla comunità ebraica si sottolinea una recrudescenza degli episodi, con una percentuale riferibile al 37 per cento in relazione al medesimo periodo. Un precedente incontro si era svolto nel 2010, quando leader ebrei e musulmani ebbero l’occasione di incontrarsi con i rappresentanti della Commissione Europea e del Consiglio Europeo nella città di Bruxelles. (Osservatore Romano)



