Retinopera: i migranti un valore aggiunto

Roma – Cambiando la società, l’immigrazione chiede cambiamenti anche alla politica. “Retinopera” analizza il fenomeno mettendo in luce diseguaglianze che esigono rimedio. Le associazioni e i gruppi che aderiscono alla “rete”, anche singolarmente, si fanno carico di questa nuova necessità. “L’immigrazione – dice il coordinatore Franco Pasquali – non può più essere affrontata in termini di emergenza. Occorre una grande azione coerente di testimonianza: che sia reale, perché in questo modo diventi condivisibile”. Focus sull’immigrazione l’altra sera a Roma. Un fenomeno che, spiega Andrea Olivero, presidente delle Acli, “ha messo i cittadini plasticamente davanti al tema dell’interdipendenza: ha scardinato gli Stati e ha messo in luce l’insufficienza nel dare risposte”.

È stata questa risposta inadeguata a generare rifiuti, paure, intolleranze. “Proprio tutto questo – sostengono i responsabili dei movimenti – ha posto in termini ancora più impellenti la necessità dell’accoglienza”. Qual è oggi l’impatto con l’immigrazione?
Roberto Weber, presidente dell’agenzia Swg, porta i dati dell’ultimo studio. Ha provocato due paure (minaccia del lavoro e minaccia della coesione sociale), ma ha anche consolidato la convinzione che l’immigrato significa opportunità: è un valore aggiunto. Nell’ultimo anno 2011-2012 è aumentata la spinta all’inclusione. Per Paolo Borzatta, senior partner di The European House-Ambrosetti, si deve parlare di ruolo strategico nello sviluppo della società mondiale. Il fenomeno dell’immigrazione è in crescita e interessa tutto il pianeta. Qualche dato: nel mondo si emigra in tutte le direzioni, non solo Nord-Sud: 214 milioni di persone. In Italia dal 1876 al 1976 sono partiti 24 milioni di cittadini. “Oggi – dice Borzatta – sono sempre meno le persone che decidono di venire in Italia. Si accorgono che le condizioni non sono più tanto favorevoli. Qualcuno potrà consolarsi e dire meno male. Invece è sbagliato. Al contrario vanno favorite le politiche per attrarre e gestire questo flusso”. Altri dati li offre Gianpiero Della Zuanna, ordinario di demografia a Padova. I minori ad esempio, dal 1991 al 2011, hanno superato il milione. Questo ha creato diseguaglianze. Innanzitutto nella scuola. A causa della difficoltà della lingua, i ragazzi in età scolastica sono stati iscritti a classi inferiori rispetto alla loro età. (G. Rugg. – Avvenire)