Regolarizzazione: il tempo è scaduto

Roma – D’ora in poi tolleranza zero, sanzioni severe – che prevedono multe salate e carcere – per i datori di lavoro che impiegano immigrati in nero. A mezzanotte di ieri si è chiusa la “finestra” utile per la regolarizzazione: gli ultimi dati, aggiornati sul sito del Ministero degli Interni alle ore 18,00 di ieri, parlano di 129.814 (138.033 i moduli compilati) domande inviate online al sito del Viminale, di cui ben 112 mila per il settore del lavoro domestico, cioè colf e badanti. I dati confermano Milano come città con un maggior numero di richieste (18.472), seguita da Roma (13.322) e Napoli (10.633). Enna, con 18 domande di regolarizzazione, la città in fondo all’elenco. Quanto alla nazionalità dei lavoratori, in cima alla lista c’è il Bangladesh con 15.219 richieste, che proprio nelle ultime ora ha superato il Marocco (15.170), seguito dall’Ucraina (12.914) e dall’India (12.863).