Ucraini: ieri la benedizione della procattedrale di Santa Sofia

Roma- Circa cinquemila fedeli ucraini provenienti da tutto il mondo hanno partecipato al pellegrinaggio nazionale promosso all’unanimità dal sinodo dei vescovi della Chiesa greco-cattolica ucraina (Ugcc). Il programma del pellegrinaggio è stato caratterizzato da una serie di eventi e si è svolto dal 13 al 15 ottobre in occasione della benedizione della rinnovata procattedrale di Santa Sofia a Roma, sabato 13, e del centoventesimo anniversario della nascita del grande confessore della fede il cardinale Josyf Slipyj (1892-1984). Il pellegrinaggio, incluso nel programma dell’Anno della fede, è stato presieduto dal capo e padre della Chiesa greco-cattolica ucraina, l’arcivescovo maggiore di Kyiv e Halyč, Sviatoslav Shevchuk. “Aprendo l’Anno della fede — ha sottolineato l’arcivescovo Shevchuk, durante la divina liturgia pontificale — Benedetto XVI ha affermato che scopo di quest’anno è quello di riproporre all’uomo contemporaneo la bellezza della fede. Questa basilica, dedicata alla sapienza divina, deve ispirare la sapienza di ciascuno dei credenti e con le sue bellezze ripropone attraverso le immagini bibliche la bellezza della fede cristiana a quanti vi entrano. Per gli ucraini — ha continuato l’arcivescovo maggiore di Kyiv e Halyč — questa basilica voluta da monsignor Slipyj per raccogliere quanti erano andati via dall’Ucraina per la diaspora dopo la guerra, resta un punto di riferimento per rafforzare la propria identità”. Il cardinale Josyf Slipyj, arcivescovo maggiore di Leopoli degli Ucraini, dopo diverse condanne ai lavori forzati in Siberia, nel 1963 venne espulso dall’Unione sovietica. In esilio a Roma, prima della morte avvenuta a 92 anni il 7 settembre del 1984, vi costruì la cattedrale di santa Sofia e l’Università cattolica ucraina. Fece restituire alla sua Chiesa la proprietà dell’ospizio per pellegrini di piazza Madonna dei Monti a Roma e fondò l’associazione santa Sofia. La procattedrale, sin dall’inizio, ha rappresentato un vero e proprio punto di riferimento per i greco-cattolici ucraini della diaspora e dei residenti nella capitale, ma è anche molto di più: è il centro della loro vita culturale e spirituale. La chiesa di santa Sofia viene chiamata dagli ucraini il “Sobor”, il termine viene utilizzato per indicare la chiesa principale nella quale i fedeli, provenienti da vari luoghi, si riunivano in alcune particolari festività. Questo luogo di culto, secondo la antica tradizione bizantina, venne dedicato alla santa Sofia, ovvero alla divina Sapienza. Il programma del pellegrinaggio prevedeva sabato 13 i vespri solenni e la benedizione della procattedrale di Santa Sofia. Domenica 14 è stata celebrata la divina liturgia pontificale di san Giovanni Crisostomo. Erano presenti, oltre a numerosi vescovi ucraini in patria e della diaspora, il cardinale Roger Etchegaray, l’arcivescovo Cyril Vasil’, segretario della Congregazione per le Chiese Orientali, l’arcivescovo di Minsk-Mohilev, monsignor Tadeusz Kondrusiewicz, il patriarca di Antiochia dei Greco-Melkiti, Gregorios III Laham, l’arcivescovo maggiore di Trivandrum dei Siro-Malankaresi, Baselios Cleemis Thottunkal, il metropolita capo della Chiesa greco-cattolica slovacca, Ján Babjak, il vescovo di Trasfigurazione a Novosibirsk e Ordinario per i fedeli di rito bizantino residenti in Russia, monsignor Joseph Werth, il vescovo di Oradea Mare, Gran Varadino dei Romeni, monsignor Virgil Bercea, il vescovo di Pittsburgh dei Bizantini, monsignor William Skurla, e il vescovo di Kyiv-Zhytomyr, monsignor Petro Herkulan Malchuk. Nella serata di domenica si è svolto il concerto di musica sacra ucraina in onore di Papa Benedetto XVI. Lunedì 15, alle ore 11, nella Basilica di San Pietro è stata celebrata la divina liturgia di san Giovanni Crisostomo con il canto dell’inno Akathistos a san Giosafat davanti alle sue reliquie. In occasione dell’Anno della fede il sito dell’Ugcc in Italia ha pubblicato un discorso di Dionisio Liakhovych, visitatore apostolico per gli ucraini cattolici in Italia e Spagna, che invitava i fedeli a scoprire la Chiesa al “centro della cristianità”, pregare con il capo dell’Ugcc, Sviatoslav Shevchuk, salutare Benedetto XVI e “sostenere gli immigrati ucraini in Italia con la preghiera”.

 
Anche monsignor Mieczyslaw Mokrzycki, arcivescovo di Lviv dei Latini e presidente della Conferenza episcopale ucraina, in una recente intervista all’agenzia Sir ha sottolineato l’importanza della preghiera in occasione dell’Anno della fede. “Vogliamo avvicinarci — ha detto — ai nostri fedeli per insegnare loro il catechismo della Chiesa, perché la nostra gente non conosce gli elementi fondamentali del cristianesimo. Ci sono gruppi di fedeli cattolici con i quali abbiamo bisogno di lavorare, per aiutarli a crescere nella fede attraverso incontri biblici, celebrazioni eucaristiche, adorazioni”.
A breve, nei locali adiacenti la procattedrale di santa Sofia sono previsti i lavori per la realizzazione di un centro di servizio sociale per i fedeli. (Osservatore Romano)