Città del Vaticano – Sebbene dopo il picco massimo dell’anno scorso il numero degli attacchi si sia notevolmente abbassato in questo 2012, la pirateria navale continua a costituire un problema su vasta scala. Se ne è parlato ieri durante il XXIII Congresso mondiale dell’Apostolato del mare, il servizio pastorale svolto dalla Chiesa cattolica che ha come obiettivo quello di “migliorare la vita dei marittimi, garantire servizi di primaria assistenza e rispondere alle loro necessità spirituali e materiali”. Riuniti nell’aula del Sinodo in Vaticano, sul tema della nuova evangelizzazione, i congressisti — convocati fino a oggi dal Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti — hanno celebrato mercoledì 21 la Giornata mondiale della pesca, mentre ieri hanno ascoltato la voce dei diretti interessati di fronte al fenomeno della pirateria e in materia di benessere per gli equipaggi sulle imbarcazioni da crociera.
Fenomeno di sconvolgente attualità – scrive il quotidiano della Santa Sede “Osservatore Romano – che colpisce soprattutto nelle aree dell’Oceano Indiano e in quelle adiacenti il Corno d’Africa, anche se con modalità diverse, quello della pirateria navale è stato descritto da James Gosling, avvocato nella city londinese, esperto in diritto marittimo. Ha portato la sua lunga esperienza nel condurre negoziati con i pirati somali, risolti con il rilascio di decine di navi e dei loro equipaggi. Significativa inoltre la testimonianza del comandante Giuseppe Lubrano Lavareda, che dopo undici mesi di sequestro da parte dei corsari al largo delle coste della Somalia, ha portato a casa tutto il suo equipaggio, composto da cinque italiani e diciassette indiani. Nonostante il tentativo dei rapitori di rilasciare solo gli italiani, ha fortemente richiesto che non fosse fatta alcuna differenza di nazionalità. “Ogni momento della giornata ho pregato il Signore — ha detto — che mi desse la forza e le parole giuste per poter liberare tutti”.
Particolarmente applaudito l’intervento di Cleopatra Doumbia-Henry, ispiratrice della Convenzione sulle attività marittime (Mlc 2006) dell’Ufficio internazionale del lavoro (Ilo) di Ginevra, di cui è funzionaria. Dopo 7 anni dalla sua proposta, infatti, nell’agosto 2013 la Convenzione diventerà finalmente uno strumento efficace per migliorare le condizioni di lavoro e di vita dei marittimi, che nel mondo sono circa 1.200.000.
In base a tale iniziativa normativa, gli Stati membri dell’Ilo saranno obbligati a garantire nei loro porti e sulle navi che vi transitano gli strumenti legislativi per dare adeguata assistenza sociale, sanitaria e alimentare, favorendo anche la comunicazione con le famiglie e le pratiche religiose.
Infine il francescano conventuale Emanuele Iovannella, cappellano di bordo, ha illustrato il suo ruolo sulle navi da crociera, che si concretizza nell’attenzione per il benessere spirituale e materiale non solo dei turisti, ma anche dell’equipaggio.



