Svizzera: indicatori dell’integrazione della popolazione con un passato migratorio

Neuchâtel – Il Consiglio federale Svizzero ha affidato all’Ufficio federale di statistica (UST) l’incarico di creare un sistema di indicatori dell’integrazione della popolazione con un passato migratorio. I risultati dei primi indicatori presentano una tendenza analoga per quanto riguarda la sensazione di sicurezza, la partecipazione politica e, in una certa misura, l’organizzazione familiare. Per quanto riguarda la formazione, la salute, la povertà, le condizioni di vita materiali e l’abitazione, le cifre mettono in risalto differenze significative tra popolazione svizzera e straniera e tra persone nate in Svizzera e nate all’estero. L’integrazione si misura mettendo a confronto le differenze e le similitudini tra le condizioni di vita e le caratteristiche dei vari sottogruppi che compongono la società. Un controllo dell’evoluzione dell’integrazione può essere svolto in maniera empirica sulla scorta di dati statistici (indicatori) rilevati regolarmente e può far emergere situazioni di uguaglianza o di diseguaglianza in materia di pari opportunità. Gli indicatori dell’integrazione costituiscono una solida base di dati statistici per la definizione delle politiche delle autorità competenti, per la ricerca e per le azioni svolte nel campo dell’integrazione in Svizzera nonché per il dibattito democratico. I primi indicatori in grado di consentire un monitoraggio regolare dell’integrazione sono ormai disponibili e saranno aggiornati e sviluppati regolarmente dall’UST. Gli stranieri della seconda (o successiva) generazione hanno la più bassa proporzione con un livello di formazione di grado terziario del 16,9% rispetto a quella degli svizzeri nati in Svizzera (26,6%) o all’estero (28,8%) e rispetto agli stranieri nati all’estero (31,3%). I giovani stranieri nati all’estero lasciano prematuramente la scuola (22,8%) in maniera significativamente più frequente degli svizzeri nati in Svizzera (4,0%) e degli stranieri nati in Svizzera (11,9%). Per quanto riguarda il passaggio tra il grado secondario I e il grado secondario II, gli scolari stranieri passano due volte più spesso per formazioni transitorie rispetto agli scolari nazionali (26,6% contro 12,1%). Che siano nati all’estero o in Svizzera, i padri lavorano soprattutto a tempo pieno. Invece le madri nate in Svizzera lavorano più spesso a tempo parziale (69,2%) delle madri nate all’estero (45,0%). Queste ultime sono più spesso senza attività professionale (30,2% contro il 18,5% delle madri nate in Svizzera) o occupate a tempo pieno (24,8% contro 12,3%). Per quel che riguarda il carico totale dell’attività professionale e dei lavori domestici e familiari, si constata la stessa ripartizione diseguale tra uomini e donne, indipendentemente dal luogo di nascita. Differenze significative a scapito degli stranieri e, in misura minore, dei naturalizzati rispetto all’insieme degli Svizzeri sono state osservate in materia di percezione del sostegno sociale (95,5% degli Svizzeri contro il 92,3% degli stranieri) e nella sensazione di solitudine (29,2% degli Svizzeri, anche se i soli naturalizzati presentano un tasso del 33,8%). Rispetto alle persone di altra nazionalità nate in Svizzera, gli Svizzeri nati in Svizzera si dichiarano meno spesso in buono o ottimo stato di salute, e lo stesso vale per gli Svizzeri nati all’estero rispetto agli stranieri nati all’estero. Ciononostante, nella speranza di vita in buona salute tra le donne di nazionalità svizzera e straniera si constata una differenza di 7,6 anni (69,3 contro 61,7), mentre tra gli uomini è di 4,9 anni (68,4 contro 63,5). Inoltre, le persone nate all’estero che rinunciano alle cure per motivi finanziari sono proporzionalmente più numerose rispetto alle persone nate in Svizzera: 2,0% contro 0,6% per le cure mediche e 7,2% contro 2,9% per le cure dentistiche. Sono osservabili differenze significative tra le persone nate in Svizzera e quelle nate all’estero per quel che riguarda la distribuzione dei redditi equivalenti disponibili annui. La mediana del reddito equivalente disponibile è di 44’140 franchi tra le persone nate all’estero e di 50’819 franchi tra quelle nate in Svizzera. Lo stesso vale per il tasso di privazione materiale (9,3% delle persone nate all’estero contro 3,6% di quelle nate in Svizzera), il tasso di rischio di povertà (17,9% contro 11,5%) e le difficoltà ad arrivare a fine mese (nella popolazione nata in Svizzera, gli stranieri in tale situazione rappresentano il 25,5% e gli Svizzeri il 7,4%). Il tasso di aiuto sociale è superiore tra la popolazione straniera rispetto a quella svizzera (6,0% contro 2,0%). Sul fronte delle condizioni abitative si registrano differenze significative, in particolare si riscontrano una o più privazioni nell’equipaggiamento dell’abitazione (per esempio abitazione umida o troppo buia) tra le persone nate all’estero e quelle nate in Svizzera (16,7% contro 10,8%). Lo stesso vale se si considera il fatto di vivere in un quartiere troppo rumoroso (23,5% dei nati all’estero contro 15,1% dei nati in Svizzera).