Papa: uniti nella preghiera

Città del Vaticano – Pochi minuti prima delle 12 di domenica si apre quella finestra da dove ogni domenica, negli ultimi 7 anni, papa Benedetto XVI si è affacciato per recitare, con i fedeli, la preghiera dell’Angelus e, durante il periodo pasquale, il Regina Coeli. Sono tanti i fedeli venuti da ascoltare il Papa per l’ultima apparizione da quella finestra che non si chiude appena dopo la fine della preghiera. Per alcuni minuti rimane aperta prima che si richiuda. Passeranno ancora alcuni giorni per aprirsi di nuovo. Domenica prossima non si aprirà. Nessuno reciterà la preghiera dell’Angelus. Domenica, infatti, non ci sarà ancora il nuovo Papa. E per l’ultimo Angelus sono arrivati oltre 150mila persone: papà, mamme, bambini, giovani, adulti, anziani…“Grazie: sei nel nostro cuore”, si legge su uno dei tanti cartelli che campeggiano in piazza. Una piazza piena fino all’inversosimile per dire grazie al pontefice, per dirgli non sei solo: “noi siamo con te e continueremo ad esserlo” anche dopo il 28 febbraio quando il papa lascerà il Vaticano per vivere “nascosto al mondo” e pregare per il mondo e per la Chiesa, continuando “a servirla come fatto finora”, ha detto. Nel suo ultimo Angelus il pontefice meditando il Vangelo del giorno ha sottolineato proprio “il primato della preghiera, senza la quale tutto l’impegno dell’apostolato e della carità si riduce ad attivismo”. “Nella Quaresima – ha detto – impariamo a dare il giusto tempo alla preghiera, personale e comunitaria, che dà respiro alla nostra vita spirituale”. Per Benedetto VI “la preghiera non è un isolarsi dal mondo e dalle sue contraddizioni, come sul Tabor avrebbe voluto fare Pietro, ma l’orazione riconduce al cammino, all’azione”. E’ il messaggio che ci lascia il pontefice che riconduce alla sua vita queste parole “in questo momento della mia vita”. Il Signore – aggiunge mi chiama a “salire sul monte”, a “dedicarmi ancora di più alla preghiera e alla meditazione. Ma questo non significa abbandonare la Chiesa, anzi, se Dio mi chiede questo è proprio perché io possa continuare a servirla con la stessa dedizione e lo stesso amore con cui l’ho fatto fino ad ora, ma in un modo più adatto alla mia età e alle mie forze”. E, a braccio: “in preghiera siamo sempre vicini”. Le parole del Papa sono interrotte più volte dagli applausi. E’ il testamento che ci lascia ma che non ci abbandona. “In questo momento 
particolare, vi chiedo di pregare per me e per la Chiesa, confidando 
come sempre nella Provvidenza di Dio”, ha poi scritto il Papa nel 
tweet diffuso al termine dell’ultimo Angelus del suo pontificato. Intanto c’è attesa per mercoledì 
prossimo quando è in programma l’ultima udienza generale del Papa, che l’11 
febbraio scorso ha annunciato di voler rinunciare al pontificato. Per giovedì 28 febbraio, nel pomeriggio, Ratzinger lascerà in elicottero il 
Vaticano per recarsi a Castel Gandolfo, da dove saluterà la folla dal balcone del Palazzo Apostolico e a partire dalle 20 di giovedì non sarà 
più Papa. (Raffaele Iaria)