Benedetto XVI saluta i cardinali

Città del Vaticano – La Chiesa “non è un’istituzione escogitata e costruita a tavolino…, ma una realtà vivente. Essa vive lungo il corso del tempo, in divenire, come ogni essere vivente, trasformandosi. Eppure nella sua natura rimane sempre la stessa, e il suo cuore è Cristo”.Queste parole di Romano Guardini, sono state utilizzate da Papa Benedetto XVI nel suo ultimo saluto ai cardinali ricevuti nella Sala Clementina in Vaticano. Un incontro commuovente, durante il quale papa Ratzinger ha voluto salutare personalmente ognuno dei 144 cardinali presenti. Il Papa non ha voluto far mancare un forte messaggio: la chiesa “è nel mondo” ma non è del mondo. Una affermazione che sembra scontata ma forse non lo è del tutto. E il Papa lo ha voluto sottolineare ricordando la testimonianza della piazza in occasione dell’ultima Udienza papale: “La Chiesa sopravvive nelle anime. La Chiesa è viva, cresce” e si rispecchia “nelle anime”, che “offrono a Dio la propria carne, e la propria capacità di generare Cristo”. La Chiesa – ha detto ai cardinali è “come un’orchestra, dove le diversità concorrono a una superiore e concorde armonia”. Una armonia che si dovrà sentire nei prossimi giorni in occasione del Conclave chiamato ad eleggere il nuovo pontefice al quale papa Ratzinger ha promesso “incondizionata reverenza ed obbedienza”. Benedetto XVI che non sarà presente nella Cappella Sistina per compiere l’atto di obbedienza al Papa, lo ha fatto anticipandolo, ha commentato il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi nel briefing con i giornalisti appena dopo l’udienza. “ciò è molto bello e assolutamente nuovo”. Papa Benedetto XVI pregherà nei giorni prossimi per i cardinali riuniti in Conclave: “prima di salutarvi personalmente – ha detto Benedetto XVI – desidero dirvi che continuerò ad esservi vicino con la preghiera, specialmente nei prossimi giorni, affinché siate pienamente docili all’azione dello Spirito Santo nell’elezione del nuovo Papa. Che il Signore vi mostri quello che è voluto da Lui”. Nel giorno che segna la partenza di papa Benedetto XVI per Castelgandolfo e la sua rinuncia al ministero attivo il Papa ribadisce così di servire la Chiesa in un altro modo “nascosto al mondo”. Sarà un pastore orante legato in comunione con l’intera Chiesa. che vivrà a pochi passi dal nuovo pontefice. (R. Iaria)