Milano – Oggi l’America Latina è debitrice all’Italia di un numero elevatissimo di presenze, che hanno contribuito alla formazione di Stati dal punto di vista politico, culturale ed economico. In particolare, l’apporto economico è stato notevolissimo grazie a migliaia di nostri connazionali che si sono inseriti dapprima nell’agricoltura e poi anche nell’industria e nelle costruzioni fino alla costituzione di una importante business community di grande spessore. L’Argentina è uno dei principali paesi protagonisti di quanto detto. Singolare è il grado di integrazione che gli italiani raggiunsero in questa nazione in tutti gli ambiti professionali. Di fatto gli italiani hanno dato luogo ad una ammirevole integrazione culturale e si sono, per così dire, diluiti nelle altre nazionalità, ma ancora oggi conservano tante sfumature dell’“italianità”, che per lungo tempo è stata sinonimo di modernità e di buon gusto. Il 50% della popolazione argentina, compresi diversi ex Presidenti, vantano un’origine italiana. Ancora oggi a Buenos Aires si parlano il cocoliche e il lunfardo, nati dalla fusione di più dialetti italiani con parole di origine araba e spagnola. L’Argentina è ancora il primo paese per numero di cittadini italiani residenti(più di 665 mila), il secondo – dopo il Brasile – per numero di italo-discendenti. Si tratta di una comunità, allo stesso tempo, giovane – grazie ai riconoscimenti di cittadinanza e alle nascite all’estero – e anziana a causa delle tre ondate migratorie – la prima tra l’Ottocento e prima della Grande Guerra, la seconda tra i due conflitti mondiali e l’ultima nel secondo dopoguerra fino ad arrivare al calo degli arrivi e all’inversione di tendenza dei flussi – che videro centinaia di migliaia di italiani imbarcarsi dai porti della Penisola con destinazione Buenos Aires. L’inversione dei flussi vede oggi in Italia una presenza alla fine del 2011 di quasi 11 mila argentini soggiornanti sul territorio italiano. Si tratta di una comunità non particolarmente giovane ma estremamente femminilizzata, il 59,4% dei soggiornanti è donna. (D. Licata)



