ANCI: l’integrazione è segno di civiltà

Roma – “Celebriamo il 21 marzo come occasione per sconfiggere qualsiasi forma di discriminazione e di razzismo e per tutelare le persone vittime di atti di intolleranza”. Così il delegato ANCI all’Immigrazione, Flavio Zanonato, in occasione della Giornata mondiale contro le discriminazioni razziali che dal 1966 si celebra in tutto il mondo il 21 marzo, proclamata dall’Assemblea Generale dell’Onu per commemorare il massacro di Sharpeville in cui 69 dimostranti furono uccisi dalla polizia durante una manifestazione di protesta contro il regime sudafricano dell’Apartheid. “Giornate come questa – continua Zanonato – devono favorire l’impegno di tutti per la promozione di sentimenti di accoglienza e solidarietà”. “I Comuni sono il luogo dove più si attuano politiche concrete di integrazione – ha ricordato – e i dati lo dimostrano”. Facendo riferimento al Rapporto Miur-Fondazione Ismu sugli alunni con cittadinanza non italiana, risulta che nell’anno scolastico 2011-2012 gli stranieri rappresentano l’8,4% sul totale degli alunni, “segno – ha evidenziato – di un Paese che sta cambiando”. “Per favorire la vera integrazione – ha aggiunto Zanonato – è auspicabile una riforma della legge sulla cittadinanza per i minori stranieri nati in Italia”. Anche con questo spirito è partita la Campagna ‘18 anni … in Comune’, che vede l’ANCI tra i promotori, “un’iniziativa, cui hanno già aderito oltre 360 Comuni, nata con lo scopo di offrire una opportunità alle seconde generazioni di diventare cittadini italiani al compimento del diciottesimo anno di età”. E tornando al tema della Giornata mondiale contro il razzismo, Zanonato ha aggiunto: “Diciamo no a qualsiasi forma di discriminazione, lavoriamo affinché l’Italia diventi sempre più un luogo di integrazione, combattendo ogni discriminazione razziale; solo così daremo un segno tangibile di una società civile fondata sulla pacifica convivenza”.