“Conoscere l’Islam II”: a Firenze il seminario della Fondazione La Pira

Firenze – La Fondazione Giorgio La Pira di Firenze presenta il II ciclo intitolato “Conoscere l’Islam”, seminario in tre tappe: i primi due incontri, previsti per oggi e il 19 Aprile, proporranno relazioni d’interesse tematico, nella Sala Annigoni in San Marco, mentre il terzo vedrà seguire alla lectio divina lo svelamento della lapide che, a fianco del grande affresco del Beato Angelico della Crocifissione, ricorderà la fonte “fiorentina” del dialogo cristiano-islamico in memoria di una significativa esperienza del Beato Giovanni Paolo II.
Uno dei primi messaggi che Papa Francesco ha comunicato all’inizio del suo ministero – si legge in una nota –  è stato quello dell’invito al dialogo con i musulmani. Firenze ha ragioni specifiche per continuare un percorso che Giorgio La Pira iniziò sino dagli anni ’50 con i Convegni per la Pace e la Civiltà Cristiana, che si svolsero convocando a Palazzo Vecchio rappresentanti di nazioni con prevalente popolazione islamica e con la presenza di personalità di grande spessore quale Taha Hussein, il poeta non vedente e Ministro dell’Educazione dell’Egitto.
Con il II ciclo “Conoscere l’Islam”, la Fondazione Giorgio La Pira presenta due contesti islamici assai rilevanti, quello turco, paese mediterraneo e quello del Kazakhstan, paese già membro dell’URSS ed ora a prevalente popolazione islamica. I primi due incontri si svolgeranno nella Sala Annigoni del Convento di San Marco.
 Questo percorso si concluderà quest’anno con una memoria che raggiunge un tempo antecedente alle iniziative di La Pira, cioè alla visita di Karol Wojtyla che a Firenze, nel Museo di San Marco, ebbe un’esperienza spirituale fondativa dell’impegno del dialogo con l’Islam, condotto poi durante i decenni del suo Pontificato.
Sarà relatore il collaboratore più vicino di Giovanni Paolo II che ha partecipato a molte iniziative quale Segretario del Pontificio Consiglio per il Dialogo Intereligioso, e già Nunzio Apostolico in Turchia, l’Arcivescovo Pier Luigi Celata, ora Vice Camerlengo.
Sarà apposta nel Museo di San Marco, nell’antica Sala del Capitolo, ove è presente il più grande affresco fiorentino del Beato Angelico con la Crocifissione, una lapide in pietra serena che riporta il testo che Giovanni Paolo II ha scritto per la sua esperienza spirituale fiorentina alla fine degli anni Quaranta, quando era giovane allievo all’Angelicum, università romana dei Domenicani, e in visita a San Marco. Si conferma con questa memoria, che si unisce alla volontà del Pontefice di completare il procedimento di Beatificazione di Fra’ Giovanni da Fiesole e poi di indicare nel pittore il patrono degli Artisti, il singolare luogo privilegiato che è San Marco di Firenze per la figura del Beato Giovanni Paolo II.