Cracovia – “Anche negli aeroporti c’è più che mai bisogno di ascoltare e vivere secondo la Parola di Dio”. È un passaggio del discorso che il cardinale Antonio Maria Vegliò, Presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, ha pronunciato ieri pomeriggio in apertura del VIII Seminario europeo dei cappellani cattolici dell’aviazione civile e dei membri delle cappellanie aeroportuali. L’incontro si tiene a Cracovia, in Polonia fino al 18 aprile. “Gli aeroporti, come ben sapete, sia con riguardo ai passeggeri, sia con riferimento al personale aeroportuale, sono luoghi di fretta e concitazione, che non agevolano l’occasione di una sosta con Dio – osserva il porporato -. Un momento di pausa e di preghiera, invece, permette a ciascun essere umano di fermarsi a riflettere e a porsi delle domande sul senso della vita, sul significato del bene e del male, e sulle conseguenze del proprio agire”. “Tutti noi – aggiunge – dobbiamo annunciare e comunicare la Parola di Dio con generosità e dolcezza, soprattutto negli aeroporti dove lo stress del lavoro e del viaggio incidono sullo stato d’animo delle persone”. Per il cardinale, “essere aperti a Dio porta ad essere aperti agli altri, come i cappellani d’aeroporto che esercitano il loro ministero fra persone di origine, cultura, religione e sensibilità diverse”. Parlando dell’ascolto, il cardinal Vegliò evidenzia che è “come un uscire da se stessi per dare spazio all’altro nella propria mente e nel proprio cuore. È un gesto di generosità, una forma di altruismo”. Nell’ascoltare altri “si deve far ricorso a tutto quel bagaglio di conoscenza, di pazienza e di virtù che la Parola di Dio offre a ogni cappellano”. Il porporato ha offerto, infine, alcune proposte di animazione liturgica per le cappellanie aeroportuali al fine di favorire una sempre maggiore familiarità con la Parola di Dio. Innanzitutto, “la celebrazione della Parola nella cappella aeroportuale. Questo tempo è un’occasione privilegiata di incontro con il Signore, particolarmente significativa in preparazione della celebrazione eucaristica domenicale o festiva”. In secondo luogo, la liturgia della Parola “deve essere celebrata in modo da favorire la meditazione, dove il silenzio, quando previsto, si considera parte della celebrazione”. Inoltre, “nelle celebrazioni liturgiche, anche in quelle svolte nelle cappelle degli aeroporti, le letture tratte dalla Sacra Scrittura non devono essere mai sostituite con altri testi”. Infine, “occorre rivolgere un’attenzione particolare a coloro che hanno difficoltà a partecipare attivamente alla liturgia nella cappella aeroportuale, come i non vedenti e i non udenti, cercando di mettere a loro disposizione strumenti adatti”.



